Bonus affitto per separati e divorziati, domande al via: fino a 500 euro al mese per chi lascia la casa familiare

07/10/2026
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Attualità
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ROMA. Con la pubblicazione del decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il bonus affitto per i genitori separati o divorziati è entrato nella fase operativa: le domande possono essere presentate a partire dalle ore 12:00 di oggi 7 ottobre. La misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, prevede un contributo fino a 500 euro al mese per chi, dopo la fine della relazione, lascia la casa familiare e deve sostenere il costo di una nuova abitazione in affitto, senza smettere di far fronte agli obblighi economici verso i figli.

 Come riporta TuttoLavoro24.it la platea è contenuta: a fronte di uno stanziamento complessivo di 60 milioni di euro, le prime stime parlano di circa 5mila potenziali beneficiari. Per chi rientra nei requisiti, però, l’aiuto può essere significativo, soprattutto considerato il peso degli affitti.
Il contributo copre il 50% del canone di locazione, fino a un massimo di 6.000 euro l’anno, cioè 500 euro al mese. L’importo effettivo dipende quindi dall’affitto pagato: con un canone di 700 euro il bonus è di 350 euro mensili, mentre con 1.200 euro il 50% (600 euro) supera il tetto e il sostegno si ferma a 500 euro.

Secondo i criteri finora anticipati, possono accedere i genitori separati o divorziati che non hanno ottenuto l’assegnazione della casa familiare di proprietà, hanno figli fiscalmente a carico fino a 21 anni, un reddito IRPEF annuo non superiore a 35.000 euro, un contratto di locazione regolarmente registrato e sono in regola con l’eventuale assegno di mantenimento. Il bonus non dovrebbe essere cumulabile con altri sostegni all’affitto. Si tratta tuttavia di requisiti non ancora definitivi, perché spetterà al decreto attuativo stabilire con precisione condizioni e beneficiari.
Le risorse non sono gestite come un’unica dotazione nazionale: il decreto MIT-MEF n. 200/2026 ha già definito la ripartizione territoriale, assegnando l’80% del Fondo in base al numero medio di genitori separati o divorziati residenti, il 15% in base al reddito medio regionale e il restante 5% in base alla presenza di Comuni ad alta tensione abitativa.

Nota per la revisione: il testo originale cita sia 60 milioni di euro complessivi sia 20 milioni nel passaggio sulla distribuzione territoriale. Prima di pubblicare conviene verificare quale sia la dotazione corretta, o se i 20 milioni si riferiscano a una singola annualità.

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