Trump e l’Ucraina, quando la disumanità diventa un’arma politica

14/10/2026
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Attualità
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Si vuole piegare l'Ucraina, spezzarne il coraggio, costringere un popolo in ginocchio davanti al suo aggressore.

14 ottobre 2026

C'è un limite oltre il quale la politica cessa di essere cinismo e diventa disumanità. Donald Trump sembra averlo superato.
Il Corriere della Sera di oggi racconta un episodio agghiacciante: Kiev viene investita dai missili russi, i sistemi di allarme non funzionano tempestivamente e la popolazione non riesce a raggiungere i rifugi. Zelensky denuncia: «Nessun avviso dagli alleati».
E Trump? Ammette candidamente: «Non ho smesso di condividere intelligence».
Una risposta che non chiarisce l'accaduto e che, soprattutto, non cancella il sospetto più terribile.
È davvero possibile che si sia trattato di un semplice errore?
Dopo anni di guerra, con procedure consolidate e sistemi di sorveglianza sofisticati, è difficile liquidare un episodio del genere come una banale disfunzione tecnica. Naturalmente la responsabilità di un'eventuale omissione deliberata deve essere dimostrata. Ma la gravità dell'accaduto impone risposte precise, non rassicurazioni evasive.
Perché qui non parliamo soltanto di informazioni militari. Parliamo di vite umane, di bambini, di anziani, di famiglie che hanno pochi minuti per scendere nei rifugi mentre i missili russi si abbattono sulle loro case.
E se il mancato allarme fosse parte di una pressione politica sull'Ucraina, saremmo davanti a qualcosa di moralmente mostruos

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