AGNONE - Chi lo ha sentito parlare in questi giorni racconta di una persona con il morale sotto i tacchi, amareggiata, delusa, ma non per questo che ha perso la voglia di continuare a lottare e difendere il “suo” territorio e i suoi abitanti. In passato più volte era toccato al battagliero Antonio Santucci prendere le difese di un’area sempre più abbandonata a se stessa, questa volta il testimone è nelle mani di Domenico Angelo Scotti, attuale vescovo di Trivento che, come il suo predecessore, non ha timore di schierarsi in prima linea a tutela di un diritto, quello alla salute, riconosciuto dalla Costituzione italiana (articolo 32). Inutile girarci intorno: anche la Chiesa ha perso la pazienza e ce l’ha soprattutto con chi in questi mesi ha fatto promesse e puntualmente non ha mantenuto gli impegni presi in pubblico. In una sola parola si potrebbe dire che a sua Eccellenza – riferiscono alcuni collaboratori - non sono affatto piaciute le garanzie e le rassicurazioni date dai politici regionali sull’ospedale di Agnone, ma che di fatto sono svanite in una bolla di sapone. La realtà, infatti, parla di una imminente chiusura del punto nascita, di un sostanziale ridimensionamento di posti letto, di servizi che saranno offerti part-time, di medici e infermieri con il fagotto in mano. Il quadro, insomma, non è di quelli più entusiasmanti, anzi tutt’altro. D’altronde la struttura sanitaria altomolisana con i suoi 200 dipendenti, rappresenta la prima fabbrica della zona, smantellarla, come (purtroppo) sta accadendo, starebbe a significare certificare la morte dell’intero alto Molise. Un concetto che, mentre qualcuno fa finta di non recepire, la Chiesa, con a capo il suo pastore, ha metabolizzato perfettamente ed è per questo che ancora una volta invita la popolazione a partecipare alla grande fiaccolata silenziosa che si snoderà lungo le principali strade di Agnone mercoledì 13 ottobre. Il tutto avverrà subito dopo la santa liturgia che Scotti celebrerà in onore di San Francesco Caracciolo. “Delle chiacchiere fatte fino ad ora sinceramente non sappiamo che farcene – sottolinea un sacerdote alla vigilia della manifestazione e che al pari di 44 colleghi ha sottoscritto il documento a tutela di sanità, trasporti e istruzione per quanto concerne il territorio della diocesi di Trivento -. Da ora in avanti – prosegue il prelato - pretendiamo che l’attuale classe politica risponda alle problematiche della gente con documenti e decreti ufficiali, tutto il resto, per noi, non significherà più nulla". Nel frattempo per l’evento di mercoledì, che fa seguito alla prima fiaccolata del dicembre 2007, sono stati rigorosamente banditi simboli politici e quelli dei vari enti. Anche questo – sembra di capire – vuole essere un segnale contro chi continua a fare promesse da marinaio. Tuttavia, chi certamente ci sarà è il sindaco di Agnone, Gelsomino De Vita, il quale dopo aver annunciato di dimettersi nel caso in cui la struttura sanitaria sarebbe stata toccata, ha invertito rotta e ha preferito restare incollato sulla sua poltrona. Identica mossa quella fatta da tutti i suoi colleghi della comunità montana Alto Molise, i quali l’8 marzo scorso si dicevano d’accordo di tornare a casa se il Caracciolo sarebbe stato sfiorato dalla mannaia dei tagli. A questo punto, come già accaduto a Venafro, non è da escludere contestazioni all’indirizzo del primo cittadino. Infine c’è molta attesa per il discorso che il vescovo di Trivento farà al termine della fiaccolata.