L'IDV: "BASTA VOTARE PERSONE CHE HANNO UCCISO AGNONE"

Giuseppe Attademo, componente del coordinamento provinciale insorge dopo gli ultimi tagli all'ospedale Caracciolo

redazione
27/10/2010
Attualità
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AGNONE - “Ospedale Caracciolo ultimo atto: dal 1° novembre partirà la riduzione drastica delle strutture chirurgiche ed ostetrico-ginecologiche con la scomparsa del punto nascita e della pediatria. Il Pronto Soccorso sarà declassato a “Punto di primo soccorso” (?). Rimarrà solo il reparto di Medicina con annessa lungo-degenza. Praticamente è lo “smantellamento” dell’ospedale S.F. Caracciolo anche se nessuno lo vuole ammettere”. E’ la dichiarazione di Giuseppe Attademo, componente del coordinamento provinciale dell’Italia dei Valori. “In questi ultimi 10 mesi di annunci e notizie tra loro contrastanti circa la sorte dell’ospedale l’unica certezza è stato che il personale medico ed infermieristico ha continuato la sua attività anche se con difficoltà organizzative crescenti ed in assenza di indicazioni precise da parte della Direzione generale – prosegue Attademo - I cittadini agnonesi non sembrano avvedersene. Perché tutto questo? perché ancora una volta la politica ha fallito. Pur in presenza di esponenti di primo piano in loco della politica regionale non si è saputo (o potuto) fare nulla”. Attademo poi conclude con la famosa richiesta di dimissioni del primo cittadino che dovevano servire a scuotere le acque. “La richiesta, fatta dall’ Italia dei Valori, di dimissioni del sindaco di Agnone era rivolta a dare una “scossa” all’ambiente politico locale creando un “caso politico” che illuminasse la gravissima situazione. Ma tutto ciò non è avvenuto: le istituzioni si sono isolate (del resto coinvolte in sterili beghe interne) ed i politici responsabili di tale sfascio sono restati assenti. L’ Italia dei Valori – conclude Attademo - ancora una volta indirizza un appello a tutti i cittadini che prendano coscienza della gravissima situazione in cui versa la nostra comunità affinché non deleghino più il loro futuro a gente che, scambiando il clientelismo con l’attività politica, ha distrutto irrimediabilmente un territorio”.

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