6 aprile 2009: dopo 7 anni L'Aquila ricorda le sue vittime

Un fiume silenzioso di persone ha ricordato le 309 vittime tra cui anche ragazzi molisani

| di redazione
| Categoria: Attualità
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Quando ci si diploma uno dei primi desideri che si provano è la volontà di uscire e provare a 'camminare' sulle proprie gambe staccandosi da quella che, fino a quel momento, è stata la tua quotidianità. 

Per quasi tutti è così, chiaramente le scelte possono essere diverse anche dettate dalle proprie attitudini ma quello che ogni studente universitario cerca è sicuramente il divertimento e, anche se non ci pensa immediatamente, ad una realizzazione futura quanto più concreta.

Era di certo questo il sentimento che ha spinto anche tutti i ragazzi che, nella notte del 6 aprile di 7 anni fa, hanno dovuto abbandonare i propri sogni a causa di un evento troppo grande per chiunque di noi.

Oggi, come detto, a sette anni da quella indimenticabile notte, il sentimento della città e di tutti coloro che anche in modo marginale sono stati coinvolti resta lo stesso, e la volontà di ricordare quanti ormai non ci sono più. Proprio per questo nella nottata di ieri, alle 3.32, un fiume silenzioso di persone ha attraversato il capoluogo d'Abruzzo portando in strada una fiaccolata per ricordare tutte le vittime e per rischiarare, anche solo per una notte, il buio che le ha avvolte.

Tra le vittime anche molisani trapiantati a L’Aquila per motivi di studio o semplicemente perché le vicende della vita li avevano costretti a spostarsi nel capoluogo, tuttavia ognuno di loro aveva sicuramente una propria storia da raccontare e un futuro radioso dinanzi.Davide Centofanti

Scorrendo in ordine alfabetico l’elenco delle vittime stilato dal quotidiano il centro (elenco completo) il primo nome, legato alle nostre zone, è quello di Davide Centofanti – nato a Vasto e studente dell’ateneo aquilano che è rimasto vittima dei crolli della casa dello studente, Davide Danilo Ciollisolo l’anno precedete aveva perso il padre e fondamentale era stato il suo apporto alla famiglia. Il primo molisano in ordine alfabetico è invece Danilo Ciolli, nato a Carovilli e trasferitosi per studiare Fisioterapia coltivando la sua grande passione per la musica. Michele Iavagnilio

Con una grande passione anche Michele Iavagnilio che si trovava nel capoluogo per studiare tecniche di riabilitazione psichiatrica e da qualche tempo aveva già cominciato ad aiutare quelli che ormai ‘chiamava i suoi ragazzi’.

Futuro da ingegnere invece quello che avrebbe atteso Maurizio Natale, di Monteodorisio, conosciuto e amato nel suo paese Maurizio Nataled’origine dove si impegnava costantemente per aiutare gli altri.

 

A questi si aggiunge anche Elvio Bassano di Bojano che stava Elvio Bassanospecializzandosi in ingegneria gestionale, l’ultima sera l’ha passata giocando a calcetto con gli amici ma era rincasato presto per riposare in vista delle lezioni del giorno seguente.

 

 

Ultimo degli studenti che si rintracciano nell’elenco è Vittorio Tagliente, specializzando in ingegneria gestionale, giunto a Vittorio TaglienteL’Aquila insieme al suo amico Michele Iavaniglio dopo aver coltivato nella sua Isernia la passione per il giornalismo.

 

 

Come accennato però non solo studenti, infatti nell’elenco delle 309 vittime rientra anche Ernesto Sferra, insegnante di Educazione Artistica, originario di Carovilli, con la passione per il suo lavoro e la sua vocazione: seguire gli studenti ed aiutarli nella risoluzione dei problemi.

 

Storie, esperienze, vite quelle che si celano dietro il mero elenco di nomi che ormai ogni anno viene ripetuto in occasione del ricordo di un evento che ha lasciato ancora un segno tangibile nelle vite di chi ha vissuto questa esperienza in una città che non ancora riesce a risollevarsi a pieno.

Foto Il Centro

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