Fantapolitica, i nostri consigli al presidente Toma per riequilibrio politico e di genere: ad oggi nessuna donna nè in Giunta nè alla presidenza di commissione

Il nostro schema, che non tiene conto dei freddi numeri matematici, farebbe rientrare in qualche ruolo quasi tutte le donne di maggioranza e garantirebbe un posto in Giunta anche per l'ex presidente Michele Iorio

| di Viviana Pizzi
| Categoria: Attualità
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Lo aveva già sottolineato la consigliera regionale del Pd Micaela Fanelli salutando l'ingresso in aula del già presidente e consigliere regionale Michele Iorio. La rappresentanza di genere, con l'uscita di scena di Eleonora Scuncio, si va ancora più assottigliando. Infatti ad oggi, come abbiamo avuto già modo di notare, con la decadenza della presidenza della seconda commissione dell'avvocata isernina, che non solo la Giunta regionale è tutta al maschile. Ma anche le presidenze delle quattro commissioni, qualora resti tutto invariato. 

Ma qualcosa ci fa pensare che il presidente della Regione Donato Toma, aspettasse proprio il rientro di Iorio, per procedere alla seconda rimodulazione delle deleghe e perchè no a un minirimpasto di Giunta. Del resto Michele Iorio non lo ha nascosto: un posto nell'esecutivo non gli dispiacerebbe. E andrebbe ad accontentare l'unica formazione che ha sostenuto l'elezione dell'attuale governatore il 22 aprile, ad essere rimasta senza incarichi nell'esecutivo. 

Andiamo a vedere prima l'assetto attuale: Donato Toma presidente, assessori Nicola Cavaliere e Roberto Di Baggio (Forza Italia), Vincenzo Niro (Popolari per l'Italia) , Vincenzo Cotugno (Orgoglio Molise) e Luigi Mazzuto (Lega). Questi invece sono i presidenti delle quattro commissioni permanenti: Andrea Di Lucente (Popolari per l'Italia), Michele Iorio (Iorio presidente) , Armandino D'Egidio (Forza Italia) e Quintino Pallante (Fratelli d'Italia). Quest'ultimo però è in odore di doppio incarico perchè è stato anche nominato sottosegretario alla Giunta regionale e fa parte anche delle riunioni dell'esecutivo. 

Non serve dirlo. Di cinque donne in consiglio regionale nessuna ha un incarico visibile. Nè le tre di maggioranza (Paola Matteo e le leghiste Aida Romagnuolo e Mena Calenda ) e nemmeno le consigliere di opposizione Patrizia Manzo (5 stelle ) e Micaela Fanelli (Pd) . Se tutto rimanesse com'è  Donato Toma riuscirebbe a fare anche peggio del predecessore Paolo di Laura  Frattura che quantomeno aveva assegnato la presidenza della quarta commissione consiliare a Nunzia Lattanzio. 

Come si potrebbe fare per cambiare l'assetto e rispettare anche l'equilibrio di genere, senza sconvolgere troppo gli assetti politici? Il metodo matematico usato da Toma assegna due assessorati a Forza Italia. Noi ci permettiamo di dare qualche consiglio al centrodestra. Se uno degli assessorati passasse a Michele Iorio si risolverebbe il primo dei quesiti posti da Iorio stesso. Quali dei due dovrebbe saltare? Ovviamente quello che ha ricevuto meno voti dalla elezione del 22 aprile. In questo modo però Massimiliano Scarabeo si troverebbe catapultato fuori dal consiglio regionale. E sappiamo bene che sarebbe difficile prospettare questa soluzione. Questione lega. Per assicurare il riequilibrio di genere Luigi Mazzuto potrebbe cedere il suo posto ad Aida Romagnuolo. Una giunta con queste due variabili sarebbe così composta: Toma presidente, assessori Nicola Cavaliere, Michele Iorio, Vincenzo Niro, Vincenzo Cotugno e Aida Romagnuolo, con Quintino Pallante sottosegretario. Sarebbero garantite le presenze politiche di ogni schieramento e anche quella femminile. A quel punto Eleonora Scuncio rientrerebbe subito in consiglio regionale e andrebbe a rioccupare la presidenza della seconda commissione. Sappiamo bene che Michele Iorio in questo senso sa fare politica e cederebbe subito il doppio incarico alla sua alleata di partito. Andrebbe risolta anche la doppia carica di Quintino Pallante. Dimettendosi da presidente della Quarta commissione il posto andrebbe alla componente di maggioranza Paola Matteo. E le composizioni delle presidenze sarebbero riequilibrate al 50% con Andrea di Lucente alla prima commissione, Eleonora Scuncio alla seconda, Armandino D'Egidio alla terza e Paola Matteo alla quarta. Rimarrebbe fuori solo Filomena Calenda ma sarebbe un governo e un consiglio che rispetterebbe al massimo la rappresentanza fi genere. 

Questo era probabilmente il consiglio che avrebbe voluto dare Micaela Fanelli a Donato Toma. Noi interpretiamo e lo mettiamo nero su bianco. Sperando che così il ruolo dell'esperienza e delle donne in politica venga rispettato. Al di là dei freddi numeri e dei metodi matematici. 

 

Viviana Pizzi

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