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Consigliere comunale Tullio Farina:Approvato dalla maggioranza un bilancio di previsione 2019, rachitico, asfittico, pigro e parassitario del Comune di Trivento.

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Approvato dalla maggioranza un bilancio di previsione 2019, rachitico, asfittico, pigro e parassitario del Comune di Trivento. Cala il sipario su un consiglio comunale più muto e taciturno della storia repubblicana, la cui unica espressione è stata l’alzata di mano per il voto sui provvedimenti .

 Non entriamo  nei dettagli e nei numeri del bilancio perché sarebbe superfluo ed anche tempo sprecato in quanto  molti consiglieri  forse non conoscono neanche  i contenuti del bilancio e né sono abituati alla dialettica politica, considerato il loro  religioso silenzio quinquennale Ci auguriamo solo  che per il futuro nei consigli comunali  Comune di Trivento possa riprendere la buona abitudine di un sereno e costruttivo dialogo tra le forze politiche la cui assenza, durante questa consiliatura, ha determinato un notevole vulnus alla vita amministrativa. Il Comune di Trivento per la sua storia,  per la sua tradizione ha bisogno di un consiglio comunale in cui il confronto e le dialettica siano predominanti rispetto al silenzio, l’apatia e il disinteresse di chi si propone alla gestione della vita amministrativa e poi si accorge di non avere tempo da dedicare all’approfondimento delle tematiche di discutere, perché i problemi della collettività devono  e possono risolversi nel suo interno e non tramite PEC o posta elettronica. Basti dire che raramente, ossia non più di una o due in cinque anni, si sono  svolte sedute di commissione consiliari per l’assenza dei rappresentanti della maggioranza, addirittura anche del suo presidente. L’illuminante giustificazione sindacale è stata quella che i consiglieri comunali non avevano tempo perché impegnati nel lavoro, come se non avessero saputo prima di accettare la candidatura da consiglieri che tale impegno avrebbe sottratto loro del tempo per i problemi della collettività. Ma tale disimpegno di molti ha fatto comodo all’impegno, fin troppo interessato, di pochi

Con la discussione del bilancio di previsione del 2019 si chiude il ciclo amministrativo di una amministrazione e di una maggioranza politicamente incolore, scialba ed insignificante che dal 2014 ad oggi ha sempre ripresentato bilanci con atti amministrativi ad esso allegati fotocopie l’uno dell’altro. Anche nell’ultimo anno di gestione è prevalsa la logica accentratrice e padronale del sindaco. Mai nell’iter propedeutico dell’approvazione di un bilancio di previsione il sindaco ha sentito l’esigenza di convocare una conferenza dei capigruppo, mai ha contatto i consiglieri per chiedere loro se fossero al corrente di qualche problematica urgente, tutto è stato circoscritto ad un ristretto numero di persone, addirittura neanche elette dal popolo. Da questo comportamento sono venuti fuori bilanci che non hanno tenuto presente gli interessi della collettività e che hanno privilegiato interventi di alcune opere pubbliche che, seppur utili, non avevano certo la priorità rispetto agli altri più urgenti. Quest’anno ci stupisce la convocazione della conferenza dei capigruppo per la discussione del bilancio già redatto.

Tanta è stata la monotonia nell’amministrare che non si è pensato neanche di stilare atti amministrativi nuovi Ed infatti se si vanno a prendere tutti gli atti amministrativi relativi alle aliquote e ai tributi si scoprirà che essi non sono  identici  non solo nel contenuto , ma anche nella forma; le stesse cifre , le stesse parole Al esempio l’assessore alla politiche scolastiche in carica non si è neanche accorto che dal 2009 nella scuola media non si frequenta più il tempo prolungato e nonostante ciò ogni anno ha riproposto la stessa delibera che prevede il trasposto degli alunni nel pomeriggio Sarebbe bastato un minimo di attenzione ed impegno per rimuovere una anomalia del genere. Che senso ha riproporre una stessa delibera quando si sa che da oltre 10 anni un servizio non viene erogato? La giustificazione sta solo nella superficialità e nel disimpegno.

Un esecutivo che per cinque anni ha riconfermato quasi tutte le tariffe deliberate dal commissario prefettizio nel 2008 a seguito del dissesto finanziario è un esecutivo che ha lavorato poco e male Ed infatti l’unica tariffa che è stata diminuita è stata quella dell’addizionale IRPEF portata allo 0,3 nel 2018 dopo continua pressione dell’opposizione che già dal 2014 ne aveva chiesta la sostanziale riduzione. L’eliminazione dell’IMU sulla prima casa non è stato un provvedimento di questa amministrazione, ma una disposizione del governo centrale Se fosse stato per voi anche con aliquota minima l’IMU sulla prima casa si sarebbe pagata.

Relativamente all’aliquota della Tasi la stessa non è stata azzerata nel triennio 2019-21, come si legge nel DUP semplificato a pag.18, non perché eliminata ma solo perché cumulata con l’IMU sulle seconde case che dal 7,6 è passata all’ 8,3.

Per quanto riguarda le tariffe della Tari anche per il 2019 si registra un aumento delle stesse per un ulteriore riscossione dei tributi per oltre 10.000,00 euro

 Tutte le altre tariffe sono quelle del dissesto finanziario per cui i cittadini limoni da spremere erano e tali sono rimasti. Anzi non è stato tolto neanche l’ulteriore balzello che neanche il commissario prefettizio nel 2009  aveva istituito, quello dei 25 euro per la disattivazione delle utenze idriche applicato con la delibera consiliare n. 95 del 2011. Nelle pieghe del bilancio questa maggioranza non è riuscita a recuperare neanche 30.000,00   euro per eliminare l’odioso balzello del trasporto scolastico per cui mentre si elargiscono contributi e servizi a domanda individuali quasi gratis si costringono le famiglie a pagare i servizi di trasporto per la scuola dell’obbligo. Sempre sui servizi a domanda individuale di cui alla delibera giuntale n. 17 del 7/2/2019 non può non segnalarsi la copertura del 145% su quello delle lampade votive, così come si registra una sproporzione di copertura  tra di essi, dal momento che si registra una compartecipazione del quasi 51% sulla mensa scolastica, mentre sugli impianti sportivi la compartecipazione dell’utenza è solo del 9,43%. Addirittura inesistente è la compartecipazione per l’utilizzo del centro polifunzionale rientrante anch’esso nei servizi a domanda individuale al punto 19 del decreto ministeriale. E a dire che tale centro, dove si svolgono anche i consigli comunali, è diventato ricettacolo di tutte le manifestazioni e il relativo regolamento di utilizzazione di esso è diventato carta straccia. Basti dire che per il 2018 per tale struttura, tralasciando altre spese, c’è stata la spesa di oltre mille euro per l’energia elettrica e di euro 10.736,00 per la riparazione dell’impianto di riscaldamento di cui alla determinazione n. 789 R.G 2018

Ci si domanda anche il perché per gli  altri servizi  di natura più sociale di cui sopra non si sia utilizzato lo stesso criterio utilizzato per gli impianti sportivi che prevede esenzioni per particolari categorie di utenti ( vedere sempre DUP semplifica a pag. 18)

Il gravame di altri tributi sproporzionati, che hanno reso il bilancio 2019-2021 ancora più  pesante e dannoso per i cittadini, è  stato infine confermato con l’adeguamento dei costi di costruzione e degli oneri di urbanizzazioni di cui si è trattato ampiamente nelle delibere approvate precedentemente

 Sarebbe bastato un po’ di impegno, un lavoro capillare nell’accertamento delle entrate e soprattutto delle uscite per trovare la possibilità di una riduzione dei tributi anche perché quando nel 2012 è stato dato l’avvio al programma del fotovoltaico si disse che gli introiti sarebbero serviti anche  ad abbassare le tasse che i cittadini per effetto del dissesto pagavano nella misura massima. Ahi! noi   la luce  del fotovoltaico ha suggerito ed illuminato tante  altre spese, ma i tributi non li ha proprio considerati.

Questa azione di ricerca e di impegno era compito soprattutto della componente politica che si era impegnata con gli elettori, ottenendo un largo consenso.

 Le idee e un nostro contributo per la formazione dei bilanci di previsione annuali e triennali li avremmo dati volentieri sia per arrivare ad una riduzione delle tasse, sia per migliorare l’efficienza di alcuni servizi che ancora oggi lasciano a desiderare, ma mai siamo stati presi in considerazione, anzi nei primi tre anni abbiamo dovuto combattere  per ottenere le copie degli atti amministrativi Ci è mancato sul Comune anche un posto, un tavolo, una sede adeguati per la consultazione degli atti.

Pertanto dopo cinque e penosi lunghi anni cala il sipario su uno spettacolo amministrativo che ha visto le scene più deprimenti. quali quelle di un provvedimento  di intitolare una strada del centro urbano, a costo zero per i Comune , bocciato, per ben due volte, ad un sacerdote ed educatore, Don Gianico Bertrando, fondatore delle scuole di Trivento, al quale Trivento dovrebbe eterna gratitudine per la sua meritoria attività, avendo dato la possibilità a tantissimi giovani di istruirsi e di cercare un posto di lavoro per poi scoprire che chi aveva  proposto la bocciatura  è stato lo stesso  che ha scritto la seconda pagina di un libro intitolato proprio “ Don Gianico” contenente  un panegirico senza precedenti. Ed in questo episodio c’è il trionfo del dramma della forma tra l’apparire e l’essere di pirandelliana memoria.

Alla luce di tutte queste considerazioni esprimiamo il nostro voto contrario.

 

 

 

 

 

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