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Salvini il cazzaro

Ne dice e ne conta tante ma le sue azioni son ben lontane dalle promesse elettorali.

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Ieri sera, La Gabanelli, con il suo Dataroom, ha dimostrato su La7, durante il TG delle 20, che nel periodo di suo governo, Salvini ha rimpatriato 18 emigrati al giorno. A questi ritmi, non dissimili da quelli della gestione Minniti (17 al giorno), occorreranno 80 anni circa per rimpatriare 530.000 emigrati irregolari. Eppure,  Salvini aveva inondato televisioni e social network al grido di: “Ci sono 600.000 irregolari in Italia. Con le dovute maniere li caricherò tutti sugli aerei e li riporterò a casa loro in poche settimane”.

Purtroppo non è l’unica delusione che Matteo Salvini regala ai suoi estimatori.

Aveva promesso un’aliquota unica, Flat tax, del 15% per tutte le famiglie (Irpef) e tutte le imprese (Ires). In realtà, la tassazione viene portata al 15% solo per la parte di utili destinata all’incremento di investimenti e assunzioni e per poche centinaia di migliaia di partite IVA, per i quali viene esteso il regime forfettario del governo Renzi.
Aveva Promesso l’abolizione in via permanente della riforma Fornero. In realtà, la legge Fornero non viene abolita. Sono state create, temporaneamente, per i prossimi 3 anni, finestre di pensione anticipata per i quota 100 (62 anni di età e 38 di contribuzione).
Aveva promesso un taglio immediato delle accise: “Più della metà della benzina che fate per andare a lavorare se ne va in accise. Cosa faccio se vinco le elezioni? Faccio giustizia e il giorno dopo taglio le accise”, firmato Matteo. In realtà, non è previsto nessun taglio, anzi la maggioranza di governo ha bocciato un emendamento Pd che lo proponeva.
Si è presentato con la sua cristianità giurando sul vangelo e con il rosario in mano. In realtà non si fa scrupolo di attaccare Papa Francesco quando parla di accoglienza e solidarietà. Non si capisce dunque di quale cristianità parli Salvini
Le sue alleanze elettorali, basate sul programma, avevano a riferimento Berlusconi e Meloni; aveva spergiurato che avrebbe tenuto fede a quelle alleanze elettorali. In realtà si è alleato con Di Maio e Di Battista, secondo un contratto di tipo commerciale.

Di contro, le uniche poche cose portate a casa, finora, sono state: i porti chiusi alle ONG e lo stop all'asilo per motivi umanitari. Spera di portare a casa: le armi per i cittadini perché, sostituendosi alle forze di polizia, sparino ai rapitori; la riapertura delle case chiuse con conseguente “controllo  e sfruttamento di Stato” sulle le donne; l’autonomia differenziata delle regioni per una secessione dei ricchi della Padania, a danno del Mezzogiorno.

Matteo Salvini, il cui successo elettorale sa di misterioso, fa la voce grossa con i deboli, banalizza i problemi, deresponsabilizza le istituzioni dello Stato, mette tutto in conto ai cittadini. Per le tante promesse fatte ma mancate, si appunta sul petto la medaglia di cazzaro.

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