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Programma annuale e triennale delle opere pubbliche a Trivento, Tullio Farina: da noi un'astensione benevola

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 Sul programma triennale delle opere pubbliche, c’è fa fare una riflessione di fondo. Da quasi tre lustri la filosofia che ha ispirato il Comune di Trivento non è stata quella di spendere le somme par fare le infrastrutture pubbliche, ma quella di fare le opere per il solo fine di spendere i sodi. Da questa bizzarra filosofia ne è derivata una spesa incontrollata che non ha sortito i risultati sperati. Prova di tutto ne sono tante realizzate che non vengono o non verranno utilizzate. Classico esempio è Casa Florio destinata prima a biblioteca comunale, poi a museo ambientale che, nonostante la spesa di quasi 350.000,00 mila euro e la cerimonia di inaugurazione, tiene sempre i battenti chiusi. Altro classico esempio sarà la sede comunale di via torretta sulla quale inopinatamente sono stati spesi quasi 600.000,00 euro, ma che non sarà mai sufficiente a contenere tuti gli uffici comunali e neanche quelli di prima, essendo stata   l’area di calpestìo anche rimpicciolita per l’installazione di un ascensore. E a dire anche che su tale immobile è stato  pure  estinto un muto di 413.000,00 euro, contratto negli anni precedenti, con delibera consiliare n. 28 del 30/5/2017.  E’ possibile spendere tanti soldi su un immobile che non soddisferà le esigenze richieste?

Molto probabilmente anche il realizzando intervento del museo nei locali di pertinenza presso la chiesa di Maiella potrebbe avere la stessa sorte.

 E che dire poi dell’edilizia scolastica che ha visto impegnare quasi tre milioni di euro sulla scuola elementari e medie, due edifici prefabbricati, che sempre tali resteranno ed avranno sempre bisogno di interventi tampone come quelli avvenuti nel corso del 2018 ed inizio del 2019 che hanno determinato anche la sospensione dell’attività didattica. Non sarebbe stato meglio ipotizzare e programmare un polo scolastico che contenesse tutte le scuole di ordine e grado, risolvendo così alla radice tutti i problemi di manutenzione e di gestione. Perplessità sorgono anche per l’intervento di adeguamento sismico della  scuola elementare  in contrada Montagna per l’importo di euro 649.914,88, ben sapendo che il calo demografico sicuramente riporterà non solo le pluriclassi, negazione di una buona  attività  didattica ma anche la chiusura del plesso “opelegis”. Per gli   altri   edifici costruiti nell’agro di Trivento, come quelli di contrada Penna e di contrada Codacchio, nonostante tutti i tentativi di tenerli in vita,  il tempo ha emesso la sue sentenze definitive ed inappellabili di chiusura. Oggi restano lì buttati a testimonianza dello sperpero del pubblico denaro Su questi immobili si potrebbe prender in considerazione una loro riconversione in strutture turistiche ricettive Questa sì che sarebbe una buona operazione.

Un particolare chiarimento merita poi la costruzione dei loculi cimiteriale per un importo di 500.000,00 euro. Quest’opera sarebbe stata già realizzata da tanto tempo se solo  fossero  stati ascoltati i suggerimenti dati che non avevano nulla di personale contro chicchessia Nel passato si voleva iniziare la costruzione di loculi cimiteriali partendo da una progettazione generale di oltre 2.500.000,00 euro mai commissionata e redatta senza firmare la relativa convenzione Ed infatti l’incarico, affidato dietro avviso pubblico, era per un importo di 500.000,00 euro compreso i 50.000,00 delle spese progettuali Come ne sia venuto fuori uno di gran lunga superiore a quello commissionato e quindi irricevibile per l’amministrazione comunale rientra tra i misteri della fede cristiana. E che fosse irricevibile lo dimostra il fatto che gli  stessi amministratori pro tempore non avevano mai approvato quel progetto Orbene gli amministratori che sono subentrati volevano iniziare proprio da quel progetto i lavori di costruzione dei loculi nonostante le osservazioni critiche formulate dall’opposizione così il 13 febbraio  del 2014 con la determinazione n.  74 del R.G si era iniziato l’iter burocratico per la costruzione dei loculi su presupposti giuridici del tutto sballati Finalmente oggi in virtù di molteplici incontri con il segretario e con la struttura tecnica si è compreso che bisognava riprendere il cammino dagli atti del 2004 tenendo presente la convenzione preparata a suo tempo e mai sottoscritta né dai tecnici né dagli amministratori Si è quindi proceduto alla revoca della determinazione n 74 R.G del 2014 per rifarne un’altra, la determinazione n 52 del 24/1/2019-

Pertanto tutte le accuse di ostruzionismo e di intralci da parte di chi gli atti se li legge e se li studia vengono rispediti al mittente Se i loculi sono o saranno costruiti con gravissimo ritardo i responsabili hanno un nome e cognome che certo non sono i nostri, ma di chi gli atti non riesce a leggerli in modo imparziale e diligente. In questa occasione un ringraziamento particolare va al segretario comunale che con la sua competenza e professionalità è riuscito a cogliere le criticità della problematica ed ha imboccato la strada suggerita da noi.

Personalmente, però, ritengo che la costruzione di nuovi loculi nel vecchio cimitero costruito dopo l’editto napoleonico di Saint Cloud  del 12 giugno 1804, che istituiva i cimiteri, sia uno sgorbio urbanistico perché va modificare un assetto cimiteriale che fotografa la realtà di un tempo. Inserire loculi prefabbricati in un cimitero costruito a dopo 1872 non sia cosa da poco conto. Meglio sarebbe stato l’ampliamento dell’ultimo cimitero con l’esproprio o l’acquisto del terreno posto a latere. Mi meraviglio come la Soprintendenza regionale   così attenta e fiscale per una modifica di una finestra anche per l’agro abbia potuto dare un parere favorevole ad uno stravolgimento di un cimitero così antico riportato anche nel libro di don Erminio Gallo “ Il vescovo Agazio e la diocesi di Trivento “ edito dal “Pozzo di Giacobbe” nel 2017 che ripercorre l’attività pastorale del vescovo Agazio, che a pag. 124  ricostruisce l’inizio della sua costruzione. Consiglio a tutti i consiglieri comunali di andare a leggere tale pagina. Addirittura si potrà leggere che il 19 febbraio  1872 quattro assessori di Trivento inviavano al pontefice una supplica per la sua costruzione dal momento che il terreno sul quale fare il cimitero, ricadeva nell’orto del convento dei cappuccini , ottenendo  relativa risposta il 12 aprile 1872. In quei tempi la burocrazia e il servizio postale certamente erano più veloci do oggi. Spero che nel corso della costruzione dei loculi non sorgano problemi di natura tecnica ed amministrativa che daranno luogo a fastidiosi contenziosi. Leggere ed informarsi, prima di prendere decisioni , è un buon metodo per non combinare guai Per esperienza amministrativa diretta ed indiretta posso senza dubbio affermare che se i vivi danno fastidio, le problematiche legate ai defunti ne danno ancora di più.

 Infine non entriamo nel merito di tutti lavori, anche se molti di essi non sono prioritari rispetto ad altri più urgenti.  Ci limitiamo solo a dire che ci sembra del tutto inopportuno indicare una priorità media per i lavori di sistemazione idraulica del Torrente Rio, che rappresenta una mina vagante per il pericolo incombente di una sua esondazione e per la sistemazione del dissesto idrogeologico lungo l strada di contrada Rio, Montagna e Querciapiana. Ci asteniamo dall’indicare quelli che non riteniamo urgenti per non dare la miserevole occasione a chi subito dopo il consiglio comunale corre dagli interessati per dare una distorta visione dei fatti. Questa miserevole pratica è avvenuta in più di qualche occasione, ultima quella sul fenomeno del randagismo trattato nell’ultimo consiglio comunale. E tale antipatica  consuetudine è la carta di identità di questa amministrazione. Alla luce di queste diffuse osservazione nonostante le nostre censure, esprimiamo la nostra astensione sul piano triennale delle opere pubbliche Non diamo un voto contrario perché nonsiamo abituati a buttare il bambino con l’acqua sporca

Tullio farina capogruppo di “ Trivento che vorrei”

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