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Travaglio, il travagliatore delle opinioni, a scudo dei 5S

ttacca il PD per coprire Di Maio & C. oggi chiamati a decidere sulla legittima difesa

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Sandro Pertini, ripeteva sempre “a brigante, brigante e mezzo”, per dire che se una persona si comporta male deve aspettarsi che chi lo subisce o lo osserva o lo legge, ha tutto il diritto di essere peggio di lui. Per quel poco che può valere, nel mio non piccolo ma piccolissimo spazio mediatico che mi viene concesso, ho deciso di non essere più tollerante  e neppure civile. Intendo fare, con i miei limiti, come fa Travaglio. Al manganello e all’olio di ricino mediatico che il travagliatore utilizza a piene mani, al suo insulto sistematico camuffato da satira, alla sua gogna, intendo ribattere, sperando di riuscire almeno a scalfire un pizzico della sua infinita protervia.

Oramai, le sue articolesse non attengono più ai fatti e all’espressione di una opinione su quei fatti. Le sue articolesse sono rivolte sempre a sbeffeggiare persone in carne ed ossa oppure organizzazioni che avrebbero diritto di un minimo di rispetto se non altro per quello che hanno significato nella storia del paese. Negli ultimi anni gli incubi che assillano i suoi pensieri sono il PD e i suoi iscritti. Per loro, si arrovella ad archiviare ogni virgola, ogni appunto, ogni parola, ogni sospiro, da poter utilizzare giorno per giorno. Disse Indro Montanelli: "….. su qualsiasi protagonista, comprimario e figurante della vita politica italiana Travaglio è pronto a fornirti su due piedi una istruttoria rifinita nel minimo dettaglio.….." . Qualche tempo fa, fedeli collaboratori di Montanelli, nell’occasione del quindicesimo anniversario della morte di Indro Montanelli, hanno affermato: “Marco Travaglio non si è naturalmente lasciato scappare l’occasione dell’anniversario della morte di Indro Montanelli per ricostruirne a suo modo storia, umori e abitudini allo scopo soprattutto di deridere o criminalizzare, secondo i casi, uomini politici e giornalisti che gli sono stati e gli sono tuttora antipatici, se hanno la sventura di vivere ancora e di poter leggere ciò che lui scrive di loro”.

Venendo ai giorni d’oggi, il Grande Inquisitore Travagliatore ha dedicato due articolesse, ieri e oggi, al PD. 
Ieri lo ha fatto per redarguire Zingaretti: Forse è solo una cambiale da pagare, in vista delle Regionali, al Partito degli Affari e ai suoi numi tutelari torinesi Chiamparino e Fassino, noti trasformisti ex comunisti, ex dalemiani, ex prodiani, ex veltroniani, ex bersaniani, ex renziani e ora zingarettiani. Ma Nicola Zingaretti che annuncia come prima mossa la visita ai cantieri-fantasma del Tav all’indomani della bella vittoria alle primarie non è un bel sentire. Se davvero, come dice, il neosegretario Pd vuole “voltare pagina” rispetto al passato della Ditta e del renzismo, quello era l’ultimo posto dove farsi vedere nel primo giorno della nuova avventura”.  Caro Zingaretti, sei avvisato: o butti a mare tutto ciò che ha fatto Renzi, compresi Martina e Giachetti definiti “gli ultimi due travestimenti del fu Renzi” oppure entrerai nella mira del suo travaglismo e il suo archivio si inonderà pericolosamente di tutto il tuo passato.
Oggi, in modo ridicolo, lo ha fatto per evidenziare che le norme sulla legittima difesa presentate da Salvini non sarebbero dissimili da quelle presentate dal Pd nel 2017. E, ovviamente ha svuotato tutto il suo archivio sull’argomento per giocare a “Trova le differenze” e, conseguentemente deridere e sbeffeggiare chi aveva presentato quelle norme. Il grande, si fa per dire, giornalista, oggi, con la sua articolessa, non viene a darci una opinione sulle norme sulla legittima difesa volute da Salvini, ma si è preoccupa semplicemente di coprire le spalle a Di Maio e ai 5S con la formula ormai stralunante, strabuzzante del “E allora il PD?” sottacendo che le norme presentate da alcuni componenti del Pd non videro mai l’approvazione del Parlamento proprio per l’atteggiamento, dapprima equivoco, ma poi decisamente contrario della maggioranza dei parlamentari del PD di allora.

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