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Mauro Marinelli: "Ciclo chiuso, al mio posto Vittorio Patriarca"

Intervista a 360° al Ct della rappresentativa molisana dopo l'ottimo risultato raggiunto al torneo delle Regioni svolto in Basilicata

redazione sport
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“Dietro quell’aspetto apparentemente burbero si celava una figura dalle grandi doti umane. Per il calcio molisano è stata una grande perdita considerato che è stato l’unico talent scout capace di catapultare diversi giocatori nostrani nel professionismo”

Interpellato telefonicamente per fare il consuntivo del torneo delle Regioni, il primo pensiero di Mauro Marinelli, che non riesce a nascondere la sua commozione, corre ad Antonello Toti, scomparso prematuramete ieri l’altro. “Lo ricordo sempre presente ai tornei della rappresentativa dove spesso ci scambiavamo consigli – dice Marinelli -.  Oggi credo sia doveroso che il torneo giovanile Corpus Domini di Campobasso diventi una manifestazione ancora più imponente di quella che lui stesso con tanto impegno e sacrificio è riuscito a mettere in piedi”.

Allora Marinelli ancora una volta il suo Molise esce fuori dal toneo delle Regioni imbattuto. Era già accaduto l’anno scorso nel Lazio…Come dire la maledizione continua? Quanto rammarico.

“Ricevere attestati di stima da parte del commissario tecnico della nazionale Magrini che in un incontro tecnico in Basilicata ha parlato dei grandi passi fatti dal Molise è un motivo di grande orgoglio per tutto il movimento. Così se prima ai sorteggi tutti volevano incontrare il Molise oggi tutti hanno timore di affrontarci. Rammarico? Mah, uscire per il secondo anno consecutivo dalla competizione all’ultima gara da un po’ fastidio, tuttavia sono orgoglioso di questi ragazzi”.

Insomma il Molise che tiene testa e incute timore a realtà di gran lunga superiore è motivo di vanto per la più piccola federazione nazionale? O no?

“Senza ombra di dubbio e questo grazie al lavoro svolto durante l’anno per intercettare giocatori che hanno fame di calcio. Ecco, se oggi il Molise è arrivato a questi risultati è perché mandiamo in campo ragazzi che hanno voglia di sfondare”.

Ci faccia tre nomi.

“Senza nulla togliere agli altri penso a Lunardo, Ricci e Iallonardi. Vedere giocare il primo in Eccellenza credo sia un reato,  possiede forza fisica, corsa e tecnica impressionanti, il secondo è un portiere classe ’94 dalle grandi potenzialità e per quanto riguarda Iallonardi ha qualità e quantità da fare inviadia ai migliori under di serie D”.

Quanti addetti ai lavori molisani delle squadre si serie D ha incontrato in Basilicata?

“Solo il ds del Trivento, Davide Teti. Inoltre devo aggiungere le telefonate che ho ricevuto ad ogni fine gara da Francesco Farina il quale mi ha chiesto informazioni sui suoi ragazzi e su qualche buon elemento da segnalargli”.

Per il resto niente. Perché a suo avviso?

“Sinceramente non so. Sono costretto a pensare che non credono nel nostro lavoro. Poi però se da club di Campania e Lazio vengo tempestato di telefonate allora non riesco a darmi una spiegazione logica”.

Se la juniores è andata forte non si può dire la stessa cosa di allievi e giovanissimi.

“Consentitemi di fare un plauso alla rappresentativa femminile costretta a dover scegliere calciatrici nel novero di appena sei squadre regionali. L’aver ottenuto una vittoria e un pareggio è un ottimo viatico per il futuro.

In merito ai giovanissimi forse quest’anno non avevano una grossa rosa anche se sono usciti sempre a testa alta da tutte le gare. Infine c’è rammarico per gli allievi. Da una rosa composta da 13 elementi che giocano in pianta stabile in Eccellenza e Promozione ci saremo aspettati  qualcosa di più che un solo pareggio”.

Da cinque anni sulla panchina della juniores. Ci faccia un bilancio?

“Sicuramente positivo. Basta dire che per tre anni abbiamo rischiato di approdare in semifinale (In Veneto, in Lazio e in Basilicata). A ciò non sottovaluterei le convocazioni di nostri ragazzi nella nazionale di Polverelli e Magrini”.

Commissario tecnico e allenatore, pensa sia possibile ricoprire entrambi i ruoli?

“Il vero Ct non può fare anche l’allenatore perché il vero Ct è colui che coordina esclusivamente le varie rappresentative, circostanza che in Molise non esiste e per questo spesso a rimetterci è chi ricopre entrambi i ruoli”.

Marinelli mica ci sta dicendo che il suo ciclo è arrivato al capolinea?

“Credo proprio di sì. Almeno per quanto concerne il ruolo di allenatore non nascondo di essere stanco oltre al fatto che gli stimoli sono scemati”

Allora immaginiamo che domani Piero Di Cristinzi le proponesse l’esclusivo ruolo di Ct. Accetterebbe?

“Sarei lusingato e accetterei volentieri. Sa perché? Perché credo che il Molise possa ancora crescere e su questo sono convinto di poter dare una grossa mano”.

Un pregio e un difetto del presidente Di Cristinzi?

“E’ un passionale che soffre maledettamente quando gioca la juniores anche più del tecnico. Difetti? Nessuno, anche se dovrebbe credere maggiormente nel lavoro preparatorio svolto dai tecnici in vista dei tornei ufficiali”.

Giovanni Digati. Quanto vi è mancata la figura del colonello?

“Per me è stato sempre presente. Per tutti noi è stato un padre, un fratello, un maestro di vita che non ci ha mai lasciato. Uno che ha voluto bene alla rappresentativa e ai ragazzi che la componevano”.

Gli avete dedicato la roboante vittoria (4-0) riportata sul Friuli.

“Era il minimo che potessimo fare. Con un Molise che negli anni passati era abituato a perdere con tanti gol di scarto battere un avversario per quattro a zero sarebbe stato un motivo di immensa gioia”.

Marinelli, pochi raduni durante l’anno. E’ questo un handicap per il Molise?

“E’ un problema serio da affrontare. Sono convinto che la formula migliore sia quella di svolgere raduni di zona partendo dal mese di settembre. Spesso capita di far giocare un ragazzo in un ruolo non suo solo perché non si è avuto l’occasione di vederlo bene in azione durante i pochissimi stage svolti”.

A proposito di formule resta dell’idea che il Torneo delle Regioni andrebbe rivisitato?

“Sicuramente. Prendiamo le due finaliste: in otto giorni giocano sei volte. Troppo nonché rischioso per l’incolumità fisica dei ragazzi. A contrario proporrei una fase eliminatoria durante il periodo natalizio con le finali sotto il periodo pasquale”.

In definitiva Marinelli cosa prova un genitore ad avere in casa una figlia goleador?

“Mi dicono che sia una ragazza dalle grandi potenzialità e che se fosse nata in un’altra regione oggi potrebbe seriemente ambire a fare la calciatrice professionista. Io sono pronto a seguirla anche a costo di sacrificarmi”.

Parola di Ct… 

 

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