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Covid 19, il monito del sindaco Paglione: prepariamoci a ripartire e a farlo meglio di prima

| di Candido Paglione
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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L’Emergenza Covid-19 ci costringe ad una riflessione generale, anche sulla nostra libertà, mentre rispettiamo diligentemente, anche se con qualche fatica, il blocco delle attività sociali ed economiche. 
Queste interminabili settimane di isolamento forzato e di annullamento dei contatti interpersonali ci hanno insegnato parecchio e fatto riscoprire valori importanti che avevamo messo da parte. Ma, soprattutto, ci hanno messo nelle condizioni migliori per capire quanto è bello il nostro paese e quanto è stato importante saperlo difendere dalle insidie esterne. E così, forse, abbiamo imparato anche ad apprezzarlo ancora di più.
Adesso, dopo aver sofferto per le restrizioni che ci siamo imposti per questi due lunghissimi mesi, siamo nelle condizioni di ripartire, almeno in parte, e di farlo con spirito nuovo, avendo la consapevolezza e l’orgoglio di aver saputo difendere al meglio il paese che ci appartiene, il borgo che ci fa emozionare se soltanto lo nominiamo.
Ecco, Capracotta forse è salva. Fino ad oggi, infatti, è riuscita a tenere lontano questo nemico perfido e invisibile che si chiama coronavirus.
Una bella soddisfazione per tutti noi e per la nostra comunità.
Ci prepariamo a ripartire, dunque, con lo spirito giusto per recuperare il tempo che ci è stato tolto. E a chi ci conosce diciamo subito che questo è il momento migliore per guardare a Capracotta con uno spirito positivo, per riprendersi l’abbraccio della natura e dei panorami mozzafiato, per godersi un tramonto o un’alba unici e spettacolari, per acquistare del cibo genuino che non sa soltanto di buono, ma che profuma anche di sano e di giusto. 
A chi non ci conosce, invece, diciamo di venire a trovarci per scoprire un luogo inedito, originale e non omologato, dove appena cominci a respirarne l’aria hai la sensazione di ritrovarti in una sola grande famiglia, dove tutti ti vogliono bene.
Ecco, Capracotta è anche questo, è capacità di rinascere e di risorgere. Lo ha già fatto nel 1943 quando la violenza della guerra la distrusse, ma la caparbietà e la forza d’animo dei suoi abitanti fu in grado di ricostruire il paese in poco tempo e, con esso, anche l’entusiasmo e lo spirito giusto per guardare avanti. 
Non dobbiamo aspettare che qualcuno ci dica quando e come potremo riconquistare le nostre abitudini. Proviamo, quindi, a costruire fin da adesso le condizioni per dare il nostro contributo a una nuova libertà, che non sarà quella di prima, ma dovrà fondarsi su relazioni nuove, che in queste settimane abbiamo tanto desiderato. 
Dimostriamo di essere una grande comunità, per questo non limitiamoci a sperare in un futuro migliore, diamoci da fare, invece, per costruirlo. E qui ognuno di noi si deve sentire pronto a fare la propria parte. 
Ripartiamo, oggi, con la certezza di poter offrire un nuovo modello di vita, fondato su un approccio estensivo delle azioni, grazie alla enorme disponibilità degli spazi che abbiamo. L’esatto contrario dell’approccio intensivo – per dirla con un linguaggio che appartiene all’agricoltura e alla zootecnia a noi tanto care – quello cioè della ristrettezza dei luoghi e degli spazi di vita che è tipico, invece, delle grandi aree urbane e metropolitane.
È questo il momento giusto, quindi, per un ripensamento degli stili di vita e per mostrare il coraggio di investire sulle nostre idee, per un progetto che guardi al futuro, provando a valorizzare la dimensione umana dei nostri luoghi e quell’immenso patrimonio ambientale che li caratterizza. 
Magari un nuovo modo di proporre la sicurezza dei nostri posti e l’attenzione alla salute per coloro che decideranno di venire da noi. I nostri luoghi non hanno l’affollamento tipico delle città e per questo il distanziamento fisico è consentito in maniera naturale dalla grande disponibilità degli spazi presenti. Viene mantenuta, invece, la vicinanza dei sentimenti, che è garantita dal contesto delle relazioni della comunità. È proprio in questo ragionamento che si costruisce il rapporto di fiducia tra l’ospite e il luogo della destinazione turistica.
Noi, insomma, siamo pronti a ripartire, con tutte le carte in regola.

Candido Paglione

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