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Codice degli appalti, Occhionero (Italia Viva): è arrivato il tempo delle modifiche

| di Giuseppina Occhionero
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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È arrivato il momento di agire. Lo dichiara l' onorevole di Italia Viva Giuseppina Occhionero riguardo al codice degli appalti.
 
" Sia nel cuore della pandemia globale da Coronavirus, sia in vista della ripartenza del settore degli appalti pubblici in fase post emergenziale, diverse proposte - più o meno credibili- sono state lanciate con riferimento alle sorti del D.Lgs. n. 50/2015. Senonché potremmo dire, l' esigenza di risollevarsi dopo il forzato arresto causato dal Covid 19 si impone perentoria e il tempo delle discussioni è finito. 
 
È giunto infatti il momento di abrogare il peggior codice (oscuro, barocco e incompleto) che la legislazione italiana abbia mai deputato alla disciplina dei contratti pubblici senza limitarsi ad inutili correttivi o modifiche parziali. Senza tempo in mezzo, quindi, va anzitutto individuata una data certa e inderogabile che segni la definitiva scadenza del D.Lgs. n. 50/2016. Un' opzione credibile sarebbe il 1 giugno 2021.
 
E dopo questo primo decisivo pazzo iniziale ecco che i tempi saranno maturi per intraprendere celermente una integrale riscrittura del Codice, fedelmente ispirata alla nitidezza e alla semplicità delle Direttive comunitarie, cui aggiungere le norme sulla qualificazione delle imprese e sul "sotto- soglia"  che devono certamente restare in vigore. Il nuovo Codice dovrebbe essere (a differenza del D.Lgs. n. 50/2016 e degli altisonanti proclami fatti al tempo della sua entrata in vigore)  particolarmente snello e distinguere efficacemente gli appalti dalle concessioni. Il modello potrebbe essere quello della L.n. 584 del 1977, di recepimento delle prime direttive sui lavori del 1971. Essa si caratterizzò per l' estrema concisione e la chiarezza dei contenuti e rappresenta senz' altro un esempio da imitare. 
 
Occorrono, in altri termini, poche regole chiare e di immediata e univoca interpretazione, senza alcun bisogno di soffermarsi anche sugli aspetti di dettaglio, la cui disciplina andrebbe lasciata a un Regolamento espressamente dedicato alla fase dell' esecuzione e ad un capitolato generale che si occupi minuziosamente degli aspetti operativi. Nelle more sarebbe opportuna l' immediata adozione di un' apposita normativa transitoria "emergenziale", incentrata sul ricorso in via privilegiata alla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara e, per le opere di maggiore rilevanza e dimensioni, la nomina di un commissario che possa allegare anche in deroga all' attuale Codice e alle Linee guida ANAC. Ciò al precipuo fine di far ripartire le opere incentivando al contempo l' occupazione. 
 
Questi sono a mio avviso gli step imprescindibili per condurre al più presto a risultati tangibili, donando al settore degli appalti pubblici
(rapidamente ma senza dannosi colpi di testa) quella necessaria aria di nuovo che per troppo tempo (ben 4 anni) è stata negata al comparto delle già obsolete previsioni del D.Lgs. n.50/2016.

Giuseppina Occhionero

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