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Sanità, Sciulli ( Anci): Gemelli e Neuromed non vanno messi in discussione, Caracciolo deve tornare ad essere punto di riferimento dell' Altomolise e Alto Vastese

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Pompilio Sciulli, presidente Anci Molise interviene nel dibattito  di questi giorni che interessa la sanità pubblica e privata. La questione nasce dalla mancata firma dei massimi rappresentanti dei colossi della sanità privata molisana

Nelle ultime ore si è registrata infatti la presa di posizione dell'Irccs 'Neuromed' di Pozzilli (Isernia) e del 'Gemelli Molise' di Campobasso che hanno annunciato di essere costretti a dimettere i pazienti ricoverati, circa 250 in totale.

In particolare il 'Neuromed', in una nota inviata alla delegazione parlamentare molisana, ha segnalato di "chiudere la struttura, non eseguire più le prestazioni sanitarie e sospendere, senza alcuna retribuzione, tutto il personale, circa mille addetti". Motivo della drastica decisione, il contenuto di una comunicazione della Direzione generale della Salute della Regione, nella quale è scritto che "non si provvederà ad accettare e contabilizzare le fatture emesse e afferenti alle prestazioni di assistenza ospedaliera e specialistica ambulatoriale erogate nell'ultimo bimestre 2022".
   Questo perché l'accordo contrattuale per le strutture private convenzionate, sulla base di un Decreto del Commissario ad Acta dello scorso ottobre, non è stato firmato.

La questione ha sollevato numerose proteste da parte dei cittadini che contavano nell'ambito della sanità molisana su strutture di eccellenza quali Neuromed e il  Gemelli Molise

A tal proposito Sciulli ha dichiarato: “Ciò che sta accadendo in Molise nel comparto sanità desta preoccupazione e sconcerto. Non è pensabile che vengano messe in discussione le prestazioni di due assolute eccellenze: il Neuromed e il Gemelli.Non è accettabile che tanti nostri concittadini, bisognosi di cure che la sanità pubblica non garantisce, siano costretti ad uno stato di smarrimento e disperazione".

Nessuna descrizione disponibile.

E la sua attenzione si sposta sull'ospedale di Agnone, che langue oramai da decenni e dichiara: il San Francesco Caracciolo deve tornare ad essere ospedale di riferimento per l'Alto Molise e l'Alto Vastese, deve essere un vero ospedale di area disagiata con i servizi, l'organico previsto dalla legge" e continua “nessuno si deve arrendere nell'esigere il diritto alla salute per gli abitanti delle nostre aree interne” e conclude: Sarebbe auspicabile per l'ospedale di Agnone stilare un protocollo di intesa per una fattiva collaborazione, anche con interscambio di professionalità qualificate, con Neuromed e Gemelli Molise."

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