La libertà di stampa, sancita dall'articolo 21 della Costituzione italiana, è essenziale per una democrazia sana, poiché permette ai cittadini di essere informati e ai giornalisti di svolgere il loro ruolo di controllo sui poteri pubblici. Tuttavia, in Italia, questo diritto è spesso minacciato da querele temerarie, usate per intimidire i giornalisti e impedire la diffusione di notizie scomode.
Un esempio recente riguarda un giovane medico che opera nel servizio di guardia medica a Agnone, che ha denunciato pubblicamente, con prove documentali e citando le sue dichiarzioni “un’aggressione verbale ai miei danni da parte di un collega mentre ero in servizio con la conseguente interruzione di pubblico servizio associata alle inosservanze dei diritti dei malati da parte del personale del pronto soccorso"
La nostra testata ha deciso di pubblicare la sua denuncia, garantendo spazio a eventuali repliche o smentite. Tuttavia, la risposta non è stata una replica, ma una minaccia di querela, un tentativo chiaro di fermare l'informazione e intimidire chi osa fare luce su temi delicati.
In Italia, le querele vengono spesso utilizzate come strumento di censura, creando un clima di paura che porta all’autocensura. Questo fenomeno non solo limita la libertà di stampa, ma mina anche il diritto dei cittadini a ricevere informazioni accurate, essenziali per un dibattito pubblico sano. Il caso del medico dimostra quanto sia importante proteggere la stampa e garantire che le minacce legali non vengano utilizzate per zittire la verità e ostacolare la giustizia.