Isernia, la memoria che non si spegne: grande partecipazione alla presentazione del libro di Michele Raddi Si è svolta venerdì 19 dicembre, presso la Biblioteca Comunale di Isernia “Michele Romano”, la presentazione del libro Il Piccolo Grande Soldato. Dal Don all’Ucraina: la neve e la guerra, una terra che continua a soffrire, oggi come allora, dell’archeologo e docente universitario Michele Raddi. L’evento, patrocinato dal Comune di Isernia, ha registrato una partecipazione numerosa e sentita, con la sala della biblioteca gremita, a testimonianza di quanto il tema della memoria storica sia ancora vivo e necessario. Il volume racconta una storia vera di guerra, coraggio e umanità, quella di Luigi D’Orsi, uomo semplice di Isernia e soldato del 109° Battaglione Mitraglieri C.A., travolto dagli eventi della Seconda Guerra Mondiale.
Dal fronte del Don alla durissima prigionia nei campi sovietici, dal dicembre 1942 al 1945, il libro ripercorre anni segnati da gelo, fame e sofferenza, ma anche dalla forza invisibile di restare umani nell’inferno della guerra. Accanto a lui, l’amico di guerra Mario Sassi, anche lui isernino: sarà proprio il legame di amicizia a permettere loro di sopravvivere, tra i diecimila superstiti su novantamila partiti per il fronte. Ad aprire gli interventi è stato il giornalista Pietro Tonti, che ha inquadrato il valore storico e civile dell’opera, sottolineando come il libro riesca a unire il rigore della ricostruzione storica alla profondità del racconto umano. Molto significativo l’intervento del dott. Giovanni Soncelli, presidente dell’U.N.I.R.R. – Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia, che ha ricordato il compito morale dell’associazione nel custodire e trasmettere queste storie: «Mai più dimenticati: quella dei reduci di Russia è un’eredità di sofferenza e coraggio che l’UNIRR è chiamata a difendere e consegnare alle nuove generazioni».
A seguire, Damiano Parravano, presidente di Linea Gustav, ha accompagnato il pubblico in un ideale viaggio nei luoghi della memoria del Don, restituendo un quadro concreto e toccante dei territori attraversati dai soldati italiani durante la tragica ritirata. Enzo Antonio Cicchino, saggista di Erodoto TV, ha invece evidenziato l’importanza della divulgazione storica come strumento di consapevolezza collettiva, soprattutto in un presente ancora segnato da conflitti. Le conclusioni sono state affidate all’autore Michele Raddi, visibilmente emozionato. Un’emozione sincera, nata da un legame profondo con la figura di Luigi D’Orsi, che attraversa ogni pagina del libro. «Luigi non è solo un personaggio storico, per me è diventato una presenza viva», ha dichiarato Raddi. «Scrivere questo libro è stato un atto di restituzione: restituire voce a chi l’ha persa nella neve del Don, restituire dignità a uomini che hanno sofferto in silenzio per tutta una vita». Parole cariche di sentimento, che hanno reso l’incontro un vero momento di memoria condivisa.
«Questo libro non parla solo di guerra», ha aggiunto l’autore, «ma della capacità dell’uomo di resistere, di restare umano anche quando tutto sembra perduto. Luigi D’Orsi mi ha insegnato cosa significa avere coraggio senza fare rumore». Il Piccolo Grande Soldato si presenta così come un romanzo storico e umano insieme, costruito attraverso testimonianze, diari e ricostruzioni fedeli, capace di intrecciare memoria personale e storia collettiva.
Un viaggio dal silenzio alla parola, dal dolore alla rinascita. Un omaggio agli uomini del Don, ai loro sogni e al legame indissolubile con la propria terra

