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Lezione di don Ciotti ad Agnone: "Mettere il nostro io al servizio della vita"

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AGNONE. Sono passati  due giorni dalla Festa dell’Europa e l’aula magna dell’Itis Leonida Marinelli di Agnone si ritrova ad essere nuovamente teatro di un appuntamento degno di nota. Questa volta, gli attori della manifestazione sono il Rotary Club Agnone e l’Isiss Giovanni Paolo I che, per l’appunto, hanno ospitato Don Luigi Ciotti.

Dopo i consueti saluti del presidente del Rotary, Francesco Azzi, e della dirigente dell’Istituto Tonina Camperchioli, Don Ciotti ha cominciato: “Sono io a ringraziare voi per la presenza. Ciò che dovreste sapere è che qui oggi non ci sono io bensì c’è tutta la storia, il percorso compiuto da me e da tutte le persone che mi hanno aiutato; ormai siamo un noi. È inutile dire che oggi l’Italia vive un periodo difficile; una crisi, senza precedenti, sta mettendo a dura prova le vite di ognuno di noi ma, bisogna riflettere; è necessario confrontare la situazione con le speranze poiché siamo chiamati oggi, più che mai, ad abitare il presente. Abbiamo solo questo tempo a disposizione. Bisogna guardarsi dentro e guardarti intorno e cercare il bene che c’è; aiutarlo. Mettere il nostro io al servizio della vita, poiché troppo spesso viene fatto il contrario. È necessario essere sinceri: c’è il anche il male a questo mondo e ha un nome. Si chiama droga, si chiama  prostituzione, si chiama corruzione. Tutto ciò esiste e non è una favola. Bisogna saperlo riconoscere, questo è vero ma abbiamo anche bisogno di far emergere le cose positive perché sono quelle che ci daranno speranza e la speranza si tradurrà in possibilità per il futuro. Bisogna interferire con il presente e far si che ciò che non ci piace non accada più. Mai scendere a compromessi. Ora è il momento di imparare il coraggio dal momento che prima o poi tutti dobbiamo fare delle scelte. La vita ci mette davanti a dei bivi e noi dobbiamo fare una scelta. C’è bisogno di coraggio e di rimboccarsi le maniche. Ciò che vorrei è che la si smettesse di preoccuparsi per i giovani bensì si cominciasse ad occuparsi dei giovani poiché possiamo ripartire per il futuro con le forze giuste.”

Concorda con Don Ciotti, il presidente Francesco Azzi che ai nostri microfoni ha detto: “Don Ciotti è l’emblema della legalità, è da sempre vicino ai giovani. Ripartire il futuro è l’incipit di un futuro che, per l’appunto, può ripartire dopo un periodo di crisi economica e personalmente ritengo essere anche di valori. Agnone è un paese dove manca la volontà; parecchie persone vivono l’essere Agnonese nella propria nicchia. Ciò che ha detto Don Luigi può essere una lezione per tutti quanti affinché tutti possano fare qualcosa e costruire un futuro per Agnone.”

Credeteci, nello scrivere questo articolo abbiamo dovuto fare una sintesi estrema dell’intervento di don Luigi Ciotti. Il suo è stato un discorso che è andato molto più a fondo, ha scavato nella storia. Il suo tono di voce, deciso e forte sembrava scolpire ogni singola parola nella memoria di tutti coloro che, seduti a fianco a noi, ascoltavano in silenzio. In occasioni come queste, davanti a personalità di spessore come il fondatore di ‘Abele’ e di ‘Libera’ conta poco, o niente, il proprio credo religioso perché i messaggi che questo uomo oggi ha diffuso sono carichi di contenuto, un qualcosa che prescinde dalla religione. Ciò che è stato detto non era nient’altro che la verità alla quale Luigi Ciotti ha aggiunto un tocco di ottimismo e di speranza, due concetti che abbiamo bisogno di imparare ad usare per sopravvivere in questo momento così tanto triste della storia mondiale.

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