In Italia le rottamazioni fiscali permettono di regolarizzare debiti arretrati pagando solo il tributo principale, con riduzioni di interessi e sanzioni. La legge di Bilancio 2026 ha confermato la Rottamazione Quinquies per i debiti verso lo Stato e ha lasciato la possibilità a Regioni e Comuni di adottare analoghi strumenti per tributi locali come IMU, TARI, multe e bollo auto.
In Molise, però, la misura resta sostanzialmente inesistente. La Regione non ha previsto alcuna rottamazione per il bollo auto, e i Comuni non hanno adottato atti operativi per IMU, TARI o multe. Di conseguenza, i cittadini con debiti arretrati devono pagare l’intero importo, con sanzioni e interessi, senza alcuna possibilità di agevolazione.
Da un lato, le rottamazioni rappresentano uno strumento utile: consentono agli enti di recuperare risorse difficili da riscuotere e ai contribuenti in difficoltà di sanare le proprie posizioni senza accumulare ulteriori oneri. Dall’altro, chi ha sempre pagato regolarmente percepisce la misura come ingiusta, e la discrezionalità degli enti genera disparità territoriali. In Molise, la mancanza di provvedimenti concreti accentua questa disuguaglianza: cittadini con debiti simili pagano cifre diverse a seconda del Comune di residenza.
La rottamazione resta dunque una doppia faccia della medaglia: utile per il recupero fiscale, ma incapace di garantire equità quando gli enti locali non agiscono. Fino a quando Regione e Comuni molisani non adotteranno atti operativi, chi ha debiti locali continuerà a pagare integralmente, con tutte le conseguenze economiche del caso.

