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Istituita la Giornata degli Internati Militari Italiani: si celebrerà il 20 settembre

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Dopo ottant’anni, l’Italia compie finalmente un passo importante nel riconoscimento di una delle pagine più dolorose e troppo a lungo trascurate della sua storia. Con l’istituzione ufficiale di una giornata commemorativa, il sacrificio degli Internati Militari Italiani (IMI) trova oggi il posto che merita nella memoria collettiva del Paese.

A partire da quest’anno, il 20 settembre sarà dedicato al ricordo degli oltre 650.000 militari italianiche, all’indomani dell’8 settembre 1943, scelsero di non aderire al nazifascismo. Una scelta tutt’altro che semplice: dire “no” significò essere deportati nei campi di concentramento tedeschi, sottoposti a lavori forzati e costretti a sopportare condizioni di vita durissime, spesso disumane.

Questi uomini non furono riconosciuti come prigionieri di guerra, ma classificati come “internati militari”, una definizione che li privava delle tutele previste dalla Convenzione di Ginevra. In questa condizione di totale vulnerabilità, il loro rifiuto di collaborare con il regime nazista e con la Repubblica Sociale Italiana si trasformò in una forma di resistenza silenziosa ma profondamente significativa: una scelta di dignità, libertà e fedeltà ai valori fondamentali della persona.

L’istituzione di questa giornata non è solo un atto formale, ma un dovere morale. Significa restituire voce e riconoscimento a chi ha pagato un prezzo altissimo per difendere la propria coscienza e i principi democratici. Significa anche trasmettere alle nuove generazioni una memoria consapevole, capace di ricordare che la libertà nasce spesso da scelte coraggiose, anche quando compiute nel silenzio. La giornata del 20 settembre nasce con questo obiettivo: restituire memoria e riconoscimento a una vicenda rimasta troppo a lungo ai margini della storia nazionale.

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