Caso Elia Del Grande, pluriomicida evaso: Di Giacomo attacca i permessi e il “buonismo” nella rieducazione
“Le notizie che continuano a circolare intorno alla vicenda di Elia Del Grande, pluriomicida evaso dalla casa-lavoro di Alba, in provincia di Cuneo, confermano che la cosiddetta rieducazione da “sentimento buonista” diventa aberrazione e minaccia della sicurezza dei cittadini”. Lo afferma Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato di Polizia, per il quale “l’affidamento al lavoro come volontario in una mensa per i poveri si è rivelata una scelta non certamente basata su motivazioni ponderate.
A confermarlo è la testimonianza dello stesso parroco don Domenico a cui era stato affidato e che come tanti altri religiosi diventano i “consiglieri” dei direttori per l’applicazione dell’articolo 21 dell'ordinamento penitenziario che ha concesso il permesso ad uscire dal carcere persino a chi ha sterminato una famiglia. In questa vicenda – dice Di Giacomo – rivedo quella di Angelo Izzo, che insieme a due complici, si rese protagonista del massacro del Circeo e in regime di semilibertà tornò ad uccidere barbaramente due donne a Ferrazzano (Campobasso). Ed anche quella di Emanuele De Maria pluriomicida che dopo aver ucciso una donna tunisina, sempre in permesso di lavoro, ha di nuovo ucciso una donna con cui lavorava in un albergo milanese.
Sono fatti che confermano che non può esistere solo la rieducazione della pena da “garantire a tutti” e ad “ogni costo”, ma anche e soprattutto la funzione restitutiva per vittime e familiari, altrimenti sarebbe troppo facile con un semplice e formale pentimento ottenere benefici di pena. Per questo senza alcuna intenzione di condurre una “Crociata” contro l’istituto dei permessi ai detenuti, raccogliendo diffusi dissensi di cittadini e ancor più di vittime e familiari di vittime, vogliamo ribadire il nostro punto di vista: si riveda con urgenza la normativa sui permessi e gli istituti di cosiddetta rieducazione; sembra quasi che più efferati siano i reati commessi tanto più buoni bisognerebbe essere. Per scongiurare altre vittime si istituiscano dei “paletti” precisi sull’applicazione dell’art. 21 escludendo chi ha commesso reati gravissimi e di sangue”.
Il Segretario Generale Dott. DI GIACOMO Aldo

