Tragiche morti a Pietracatella, Aldo Di Giacomo: “La svolta può essere vicina. Se fosse confermato l’uso di veleno saremmo davanti a un delitto di estrema gravità, con un concreto rischio di reiterazione”
“L’accelerazione impressa nelle ultime ore alle indagini sulle tragiche morti di madre e figlia a Pietracatella, che continuano a scuotere profondamente l’intera comunità molisana e non solo, lascia ritenere che una svolta possa essere vicina. In attesa della relazione del Centro Antiveleni di Pavia, chiamato a chiarire con precisione l’eventuale presenza di sostanze tossiche nell’organismo del padre e marito delle due vittime, il sopralluogo effettuato nell’abitazione della famiglia e i numerosi interrogatori già eseguiti confermano che gli investigatori stanno lavorando su un quadro di particolare complessità e delicatezza”.
Lo dichiara Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato di Polizia ed esperto in criminologia, raccogliendo il diffuso sentimento di allarme che attraversa la comunità locale e la forte esigenza di arrivare in tempi rapidi alla verità.
“Quando in una vicenda tanto drammatica emerge l’ipotesi dell’utilizzo di una sostanza velenosa – afferma Di Giacomo – ci troviamo, sotto il profilo criminologico, davanti a un fatto di eccezionale gravità. L’eventuale ricorso a un veleno, infatti, non richiama una condotta impulsiva, estemporanea o casuale, ma una possibile azione sorretta da lucidità, preparazione e precisa volontà di uccidere. Se tale ipotesi dovesse trovare conferma, saremmo di fronte a un possibile omicidio volontario maturato attraverso modalità che fanno pensare a determinazione, consapevolezza e premeditazione”.
“Sul piano psicologico e criminologico – prosegue – un eventuale autore di un delitto così efferato potrebbe presentare un profilo segnato da rancore profondo, risentimento sedimentato nel tempo, forte carica di ostilità interiore e capacità di dissimulare all’esterno il proprio conflitto. Non saremmo di fronte, in questa prospettiva, a un gesto improvviso, ma a una condotta che, proprio per le sue modalità, potrebbe essere il punto di arrivo di una tensione covata in silenzio, fino a trasformarsi in progetto criminale”.
“Chi arriva a concepire un’azione di questa natura può essere animato da odio, desiderio di vendetta, volontà di punire o bisogno di colpire chi viene ritenuto, a torto o a ragione, responsabile di frustrazioni, umiliazioni o presunti torti subiti. Ed è proprio questo l’aspetto più inquietante: la possibilità che un simile rancore sia stato alimentato nel tempo, senza manifestarsi apertamente, fino a sfociare in una condotta estrema. In casi del genere la pericolosità del soggetto non va mai sottovalutata, perché chi agisce in questo modo può maturare una visione alterata e ostile della realtà, arrivando perfino a ritenere giustificata la soppressione di chi considera bersaglio del proprio risentimento”.
“Se poi dovesse emergere che l’autore appartiene all’ambito relazionale o familiare delle vittime, il rischio di reiterazione andrebbe valutato con la massima attenzione, soprattutto rispetto ad altri possibili familiari o soggetti vicini allo stesso contesto. Se invece si trattasse di una persona esterna, animata da spirito di vendetta o da rancori maturati nei confronti della famiglia o di uno dei suoi componenti, saremmo comunque davanti a un profilo di elevata pericolosità sociale. In entrambe le ipotesi, ciò che conta è non lasciare nulla di intentato e approfondire ogni elemento, anche il più apparentemente marginale”.
Il solo pensiero che l’autore di un gesto tanto grave possa essere ancora in libertà – conclude Di Giacomo – alimenta un comprensibile stato di apprensione collettiva. Per questo riteniamo indispensabile che nelle indagini non venga trascurato alcun dettaglio. Ogni particolare può risultare decisivo per arrivare alla verità, accertare le responsabilità e restituire serenità a una comunità profondamente ferita e turbata. Gli elementi raccolti nelle ultime ore, tuttavia, fanno ritenere che gli investigatori possano essere vicini a un punto di svolta e che già nei prossimi giorni, o comunque nelle prossime settimane, possa emergere un quadro più chiaro e definitivo dell’intera vicenda”.
Il Segretario Generale Dott. DI GIACOMO Aldo

