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Caritas Trivento al 45° Convegno nazionale delle Caritas diocesane: a Sacrofano quattro giorni di confronto su povertà, giustizia sociale, pace e futuro dell’Europa

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Si è concluso ieri a Sacrofano (RM) il 45° Convegno nazionale delle Caritas diocesane italiane, appuntamento che dal 16 al 19 aprile ha riunito circa 600 tra direttori, operatori e collaboratori provenienti da oltre 160 diocesi italiane, all’interno della rete composta da 218 Caritas diocesane. Tra i partecipanti anche la Caritas Diocesana di Trivento, presente con una delegazione guidata dal direttore don Alberto Conti, recentemente nominato delegato regionale delle Caritas di Abruzzo-Molise.

Il titolo scelto per l’edizione 2026, “Annunciare il Vangelo e promuovere l’umano. Imparate a fare il bene, cercate la giustizia”, ha accompagnato quattro giornate di confronto dedicate al rapporto tra carità, promozione umana e responsabilità sociale, con attenzione alle fragilità del presente e alle sfide del futuro. 

Ad aprire i lavori, giovedì 16 aprile, il richiamo a una carità capace non solo di intervenire di fronte al bisogno, ma anche di comprendere e contrastare le cause di povertà, esclusione e disuguaglianze. Dopo la preghiera iniziale guidata da mons. Enrico Solmi, il presidente di Caritas Italiana mons. Carlo Roberto Maria Redaelli ha ricordato l’identità ecclesiale della Caritas come espressione della dimensione caritativa della diocesi e della Chiesa. Nel corso della prima giornata il direttore di Avvenire Marco Girardo ha proposto una riflessione sul linguaggio e sul dovere di “raccontare l’uomo per promuovere l’umano”, mentre mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della CEI, ha sottolineato la funzione profetica, critica ed educativa della Chiesa nel contesto contemporaneo. È giunto anche un videomessaggio del cardinale Giorgio Marengo dalla Mongolia.

La seconda giornata, venerdì 17 aprile, si è concentrata sul ruolo delle comunità come voce delle persone più fragili, capaci di far emergere vulnerabilità e incidere nei processi sociali, economici e culturali. Massimo Pallottino di Caritas Italiana ha presentato la campagna europea Good Food 4 All, finalizzata al riconoscimento del diritto al buon cibo nelle politiche comunitarie. Ampio spazio anche alla tavola rotonda dedicata al ruolo della comunità nell’advocacy sociale, economica e culturale, moderata da Paolo Valente, con gli interventi di Marta Cartabia, Elsa Fornero, Luca Misculin e Gabriele Sepio.

Sabato 18 aprile il Convegno ha assunto una forte dimensione internazionale. Diversi relatori hanno ribadito il legame tra evangelizzazione e promozione della dignità umana, sottolineando come la carità non possa ridursi a semplice assistenza, ma debba tradursi in giustizia e trasformazione sociale. Nel pomeriggio una nuova tavola rotonda ha posto al centro il tema della pace, attraverso il titolo “Disarmare le parole, per disarmare le menti, per disarmare la terra”. Un confronto che ha rilanciato il ruolo delle comunità nel promuovere percorsi di pace fondati su educazione, cooperazione e dialogo.

La giornata conclusiva di domenica 19 aprile si è aperta con la tavola rotonda “La politica, l’Europa”, che ha visto il contributo di Romano Prodi in dialogo con alcuni giovani del mondo Caritas. Al centro del confronto la politica come spazio di costruzione del bene comune e l’Europa come orizzonte necessario per affrontare le grandi sfide contemporanee. Negli orientamenti finali il direttore di Caritas Italiana don Marco Pagniello ha invitato la rete Caritas a trasformare il patrimonio di ascolto raccolto ogni giorno in lettura dei fenomeni sociali, proposta culturale e stimolo per politiche più giuste e inclusive. A caratterizzare simbolicamente l’evento anche la presenza sul palco di quattro esemplari di Ginkgo biloba, scelti come segno di speranza e rinascita. La pianta è nota per essere sopravvissuta al bombardamento atomico di Hiroshima, tornando a germogliare nei mesi successivi.

Per la Caritas Diocesana di Trivento, la quattro giorni di Sacrofano è stata un’importante occasione di confronto sui temi che quotidianamente interessano i territori e sulle nuove fragilità sociali.

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