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Ospedale di Agnone, l’affondo di Candido Paglione: "No alla dialisi senza medici, la salute non è negoziabile"

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il Sindaco di Capracotta Candido Paglione lancia l’allarme sul futuro dell’Ospedale di Agnone. Il progressivo indebolimento della struttura sanitaria altomolisana tocca un nuovo punto critico: l’ipotesi di trasformare il servizio di dialisi in un sistema CAL (Centro di Assistenza Limitata) gestito da remoto. Una scelta definita "profondamente inadeguata" dal primo cittadino, che contesta duramente l’assenza del medico in sala durante il trattamento di pazienti fragili. "Non si tratta di tecnologia, ma di vite umane: la salute non è negoziabile", dichiara Paglione, schierandosi al fianco dei medici e delle associazioni dei malati per chiedere garanzie reali e dignità di cura per le aree interne.

La nota del Sindaco: 

“Si cominciano a vedere in modo sempre più evidente gli effetti dello smantellamento dell’Ospedale di Agnone, solo pochi anni fa riconosciuto come Ospedale di Area Disagiata e oggi progressivamente indebolito da tagli continui. L’ultima decisione riguarda la gestione dei pazienti dializzati, che si vorrebbe affidare a un sistema CAL (Centro di Assistenza Limitata), basato su un modello di dialisi da remoto. Una scelta che viene presentata come un potenziamento del servizio, capace – a detta dell’ASReM – di garantire elevati standard di sicurezza, arrivando persino a sostituire la presenza del medico con sistemi automatizzati. Ma davvero si può pensare che tutto questo sia accettabile? Come si può immaginare di gestire pazienti fragili, in un’area interna come l’Alto Molise, spesso con patologie concomitanti anche gravi, senza la presenza diretta di un medico in grado di intervenire tempestivamente in caso di necessità durante la dialisi? Pur riconoscendo lo sforzo di individuare soluzioni innovative per migliorare l’efficienza dei servizi, ritengo che questa decisione sia profondamente inadeguata rispetto alle caratteristiche del nostro territorio e rischi, al contrario, di generare ulteriore preoccupazione e sfiducia nei pazienti. La presenza del medico durante la dialisi non è un dettaglio: è un elemento fondamentale di sicurezza, ma anche di rassicurazione umana per chi affronta quotidianamente cure complesse. Per questo condivido pienamente le preoccupazioni espresse dal dottor Ettore Mastrangelo, nefrologo responsabile del Centro Dialisi di Agnone, e da don Francesco Martino, segretario dell’Associazione Emodializzati Abruzzo e Molise. I nostri territori hanno bisogno di scelte coerenti e rispettose delle loro specificità, non di decisioni che rischiano di spingere ancora una volta i cittadini ad allontanarsi. Qui non si tratta di tecnologia o modernità, ma di persone, di fragilità, di vite. E le vite dei nostri cittadini non possono essere affidate a soluzioni che aumentano le distanze invece di ridurle. La salute non è negoziabile. E non lo è nemmeno il futuro delle nostre comunità” Candido Paglione

 

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