Giovani, impegno e futuro del territorio. Sono questi alcuni dei temi affrontati da don Luigi Ciotti durante la sua presenza in Molise dal 5 al 7 maggio, in occasione degli incontri con gli studenti e del percorso di riorganizzazione di Libera nella regione.
Prima dell’incontro dedicato alla riorganizzazione di Libera, ospitato nel pomeriggio di ieri nella sede della Caritas diocesana di Trivento, il fondatore del Gruppo Abele e di Libera ha rilasciato un’intervista parlando delle impressioni raccolte durante le prime due giornate trascorse sul territorio. “Ho trovato una generazione che porta degli elementi di grande valore, come la conoscenza delle grandi tecnologie e dei nuovi linguaggi”, ha spiegato don Ciotti. “Ho ascoltato le loro domande, dubbi, fatiche, ma anche la voglia di non fermarsi in superficie, di scendere in profondità nella conoscenza di alcuni problemi”.
Un passaggio anche sul ruolo della scuola e degli insegnanti che hanno accompagnato i ragazzi durante gli incontri: “Quando la scuola apre delle finestre per aiutare i ragazzi e le ragazze a conoscere i problemi che toccano la nostra vita è un segno fondamentale”. Don Ciotti ha raccontato di aver colto nei giovani “il bisogno di poter sognare che ci sia una trasformazione” e la necessità di vedere concretamente delle possibilità di cambiamento. “I ragazzi hanno bisogno di toccare con mano che ci sono delle possibilità. L’avvenire ha bisogno di ciascuno di noi, non è un tempo di attendere con le mani incrociate”.
Durante gli incontri con gli studenti, il fondatore di Libera ha consegnato ai ragazzi “tre parole che cominciano con la C”: conoscenza, consapevolezza e cambiamento. “La conoscenza significa continuare a cercarla senza fermarsi in superficie, senza vivere di informazioni per sentito dire. Dalla conoscenza nasce la consapevolezza: abbiamo capito qualcosa di più, ci siamo arricchiti di notizie e storie importanti. E la consapevolezza ci chiede di assumerci delle responsabilità, di fare delle scelte e di essere parte di un cambiamento”.
Nel corso dell’intervista si è parlato anche del percorso di riorganizzazione di Libera in Molise. Don Ciotti ha sottolineato il lavoro portato avanti da don Alberto Conti nel coinvolgere giovani, associazioni, scuole e realtà del territorio. “Credo sia importante creare nuove sinergie di persone che si mettono in gioco, che si impegnano tenendo conto anche del male. Il male ha bisogno di persone che si impegnano per il bene”.
Un riferimento anche ai fenomeni mafiosi e alle varie forme di illegalità. “Non c’è regione d’Italia da considerarsi esente”, ha affermato don Ciotti. “Anche in Molise c’è una presenza molto silenziosa, sotto traccia. Oggi le mafie cercano di non apparire molto, ma ci sono, fanno i loro affari e cercano di penetrare nei vari contesti”. Infine, il messaggio lasciato al territorio molisano: “Ci vuole coraggio ad avere più coraggio, prendere coscienza di un cambiamento necessario”.

