ISERNIA – L'aula di via Berta si trasforma in un ring politico. Al centro della durissima polemica sollevata dall'opposizione c'è la gestione dell'ufficio tecnico della Provincia di Isernia, con un attacco frontale sferrato dal consigliere d'opposizione Vincenzo Scarano all'indirizzo del Presidente Daniele Saia e, di riflesso, del dirigente del settore tecnico, l'ingegnere Sacco.
Il fulcro della polemica: la gestione dei RUP e l'accentramento dei poteri
La scintilla che ha fatto esplodere la discussione riguarda i criteri di individuazione e nomina dei RUP (Responsabili Unici del Progetto) all'interno dell'organigramma provinciale per i principali appalti del territorio.
Secondo l'affondo di Scarano, la macchina amministrativa provinciale starebbe soffrendo di un "accentramento decisionale" che rischia di rallentare l'efficacia dei cantieri in un momento in cui il territorio – piegato dai recenti dissesti idrogeologici – avrebbe invece bisogno della massima fluidità e trasparenza nelle procedure. L'esponente della minoranza ha sollevato forti perplessità sulla catena di comando tecnico-amministrativa che fa capo all'ingegnere Sacco, contestando la distribuzione dei carichi di lavoro e la sovrapposizione di ruoli chiave nel controllo degli appalti.
Riflessi sui territori: il nodo delle frane e della viabilitÃ
L'attacco politico di Scarano non è un esercizio teorico, ma si inserisce in un clima di forte pressione popolare e amministrativa, alimentato dalle gravissime emergenze viarie della provincia.
La polemica sulla gestione tecnica e sulla rapidità dei RUP si riflette inevitabilmente sui ritardi accumulati nella gestione dei grandi dissesti, come la frana in località Codalunga ad Agnone (sulla ex Statale Istonia) o le limitazioni strutturali sul viadotto Verrino. Per l'opposizione, le frizioni burocratiche e le scelte gestionali del binomio Saia-Sacco si traducono in un danno diretto per i cittadini dell'Alto Molise, che vivono da settimane l'incubo dell'isolamento.
La replica della maggioranza
Dal canto suo, l'amministrazione guidata da Daniele Saia rispedisce le accuse al mittente, difendendo l'operato del dirigente Sacco e la legittimità tecnica delle nomine dei RUP, definite pienamente conformi al nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs. 36/2023). Dalla maggioranza si fa scudo attorno alla tecnostruttura, sottolineando come gli uffici stiano operando in condizioni di perenne sotto-organico per fronteggiare una mole straordinaria di emergenze contemporanee.
Lo scontro sui tavoli di Isernia resta infuocato: la sensazione è che la gestione dei prossimi cantieri stradali sarà il vero banco di prova per pesare l'efficacia delle scelte tecniche tanto contestate dalla minoranza.
