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Agnone, si schiera la squadra di Saia: ma sul futuro della Giunta pesa l'ombra di una Sanità senza Assessore

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Sul fronte maschile, i giochi sembrano praticamente fatti. Il criterio delle preferenze parla chiaro e premia la continuità, anche se l'urna ha riservato una sorpresa che potrebbe ridisegnare gli equilibri futuri della maggioranza.

Raffaele Masciotra, vero e proprio asso pigliatutto di questa tornata con i suoi quasi 500 voti, viaggia dritto verso la carica di Vicesindaco; per lui è quasi certa anche la permanenza all'assessorato alle Politiche Agricole, un settore chiave per il territorio. Anche nel caso di Mario Petrecca, il forte consenso ottenuto sul campo blinda un posto in Giunta, con l'obiettivo di dare continuità alle deleghe pesanti già gestite: Personale, Polizia Municipale, Protezione Civile, Trasporti e Viabilità.

A sparigliare le carte tra gli uomini è però l'exploit del diciottenne Leonardo D'Onofrio, capace di intercettare il voto giovanile e di posizionarsi al terzo posto assoluto tra gli eletti con ben 217 voti. Una performance straordinaria che evidenzia come l'elettorato abbia preferito premiare il sesso maschile a scapito di quello femminile: basti pensare che la prima delle elette, Enrica Sciullo, si è posizionata al quarto posto generale con 144 voti, ossia oltre 73 preferenze in meno rispetto al giovane esordiente.

Se si seguisse la sola logica dei numeri, a D'Onofrio andrebbe assegnato un ruolo di peso nell'esecutivo. Tuttavia, i due posti maschili in Giunta sono blindati da Masciotra e Petrecca, mentre gli altri due spettano tassativamente alle donne per legge. Per il diciottenne è quindi ipotizzabile un pacchetto di deleghe consiliari importanti, come Scuola e Politiche Giovanili; d'altronde, per ricoprire il ruolo di assessore occorre una conoscenza approfondita, teorica ma soprattutto pratica, della macchina amministrativa, e i tempi per un assessorato diretto potrebbero essere ancora precoci.

Il rebus delle quote rosa: Sciullo sicura, poi è sfida sul filo del voto

La legge impone una giunta a quattro più il sindaco, il che si traduce in un perfetto 50% di quote rosa: due donne e due uomini. Se la prima poltrona femminile è ipotecata da Enrica Sciullo (pronta a conservare le Politiche Sociali e di Genere), il vero nodo politico si stringe attorno al secondo assessorato. La sfida è tutta tra due profili:

Amalia Gennarelli: Assessora uscente al Bilancio, forte dell'esperienza di cinque anni e della riconferma in questo secondo mandato. Ha superato la collega di un solo, singolo voto di scarto.

Michela Cerbaso: Già nel 2020 aveva fatto registrare un exploit da oltre 300 voti, rinunciando poi per motivi di studio. Oggi torna in partita.

Il sindaco Saia sceglierà il criterio puramente meritocratico della preferenza singola (premiando Gennarelli) o deciderà di dare a Cerbaso l'opportunità di sperimentarsi nell'esecutivo per favorire un ricambio generazionale, bilanciando lo scarto minimo? Da questo incastro dipenderà il nome di chi guiderà il Bilancio.

L'ombra della Sanità senza Assessore

Se la scelta dei nomi appare fluida, è sulla distribuzione delle deleghe che si gioca la partita più delicata per il futuro di Agnone, in particolare sulla Sanità.

Nella precedente legislatura, il ruolo era stato coperto con un assessorato specifico guidato da Giovanni Amedeo Di Nucci, dirigente medico di secondo livello in pensione. Nello scenario attuale, l'assenza di un assessorato dedicato alla sanità rischierebbe di essere percepita come un segnale di debolezza, se non addirittura grave, proprio mentre sul tavolo ci sono i tagli e la complessa riconversione del "San Francesco Caracciolo" da ospedale di area disagiata a ospedale di comunità.

Le opzioni sul tavolo di Saia sono due:

La delega consiliare: Affidare la Sanità come semplice delega esterna a un consigliere (magari allo stesso Di Nucci), privandola però del peso politico che solo un componente ufficiale della Giunta può esercitare nei tavoli regionali.

L'avocazione a sé: Trattenere la delega nelle mani del Sindaco, per marcare l'assoluta priorità politica del tema e gestire in prima persona il braccio di ferro con la struttura commissariale e la Regione Molise.

I numeri per governare ci sono e sono solidi, ma la legislatura che si apre non farà sconti. Per Saia, blindare l'ospedale e i servizi ai cittadini sarà il vero banco di prova, a partire dai decreti di nomina che firmerà nelle prossime ore.

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