A poco più di un mese dalla sua elezione, il sindaco di Poggio Sannita, Raffaele Policella, insieme all'amministrazione comunale, scende in campo a difesa della sanità pubblica e dell'Ospedale San Francesco Caracciolo di Agnone. In un accorato appello rivolto ai cittadini dell'Alto Molise, dell'Alto Vastese e alle istituzioni, il primo cittadino richiama l'articolo 32 della Costituzione, sottolineando come il diritto alla salute non possa essere subordinato a logiche di bilancio o penalizzato nelle aree interne. Policella chiede il potenziamento del presidio ospedaliero, un pronto soccorso efficiente e personale sanitario stabile, annunciando la volontà di promuovere una manifestazione pacifica a Roma per difendere un servizio considerato essenziale per la sopravvivenza e lo sviluppo del ter
Le dichiarazioni Di Raffaele Policella neo eletto sindaco a Poggio Sannita:
"Cari concittadini poggesi, cari amici altomolisani, cari fratelli dell’alto vastese e tutte le istituzioni. Sento il dovere di esprimere il mio pensiero in merito alla situazione della sanità nel nostro territorio e dell’Ospedale di Agnone. Qui si tratta di difendere la nostra stessa sopravvivenza. L'Articolo 32 della nostra Costituzione parla chiaro: 'La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività'. Il concetto fondamentale è che si tratta di un principio inalienabile e non negoziabile. Non è un diritto subordinato al bilancio. Non è un diritto che scade se vivi nelle aree interne. La Costituzione dice che la nostra salute vale quanto quella di chi vive a Roma, a Milano o a Campobasso. Chiudendo o svuotando l'Ospedale San Francesco Caracciolo di Agnone, lo Stato sta violando questo patto con i cittadini. Poggio Sannita, Agnone e l'Alto Molise non sono lo scarto di una metropoli, ma rappresentano idealmente quella rete di piccoli comuni e borghi senza i quali l’Italia sarebbe un Paese molto diverso rispetto a quello che conosciamo Viviamo un territorio impervio, isolato, con strade difficili e un'alta percentuale di anziani. Cosa succede quando un cittadino di un nostro comune ha un infarto in pieno inverno, con la neve? Dirgli che il primo ospedale utile è a un'ora di curve significa una cosa sola: condannarlo. Il tempo, in medicina d'urgenza, è la differenza tra la vita e la morte. Un ospedale di area disagiata non è un lusso: è un salvavita. Ci dicono che i numeri non quadrano, che i reparti costano troppo ma la differenza tra cittadini e sudditi è proprio quella di garantire i servizi e diritti essenziali soprattutto in condizioni di difficoltà La salute non è una merce e i pazienti non sono clienti. La sanità pubblica si chiama 'servizio' proprio perché deve servire i cittadini, specialmente dove le condizioni geografiche sono ostili.
Tagliare i servizi nel nostro territorio significa desertificare l'Alto Molise processo già ampiamente in atto. Significa costringere i giovani ad andarsene e abbandonare i più deboli e le proprie famiglie Chiediamo che il Caracciolo venga potenziato, che il pronto soccorso sia efficiente, che ci siano medici e infermieri stabili. La nostra non è una protesta campanilistica ma bensì una battaglia di civiltà. Difendere questo ospedale significa difendere la dignità di esistere in queste terre. Preciso qualcosa di ovvio che spesso non viene considerato, avere una buona sanità oltre a garantire il diritto alla salute, rappresenta la base fondamentale per un modello di sviluppo che renda il nostro territorio sicuro ed attrattivo con evidenti ricadute sociali ed economiche. Come ricordato da Papa Leone XIV nella sua prima enciclica “Magnifica humanitas”, citando Tolkien, autore del Signore degli Anelli, scrive:
"Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo". Quindi invito i cittadini e tutte le istituzioni interessate, a partecipare ad una protesta pacifica a Roma presso palazzo chigi in data da concordarsi, al fine di far sentire la nostra voce al governo nazionale. Nessuno può cancellare il nostro diritto alla salute. Giù le mani dall'Ospedale di Agnone! Viva la Costituzione, viva il nostro territorio! Giorgia Meloni Elisabetta Lancellotta Francesco Roberti Daniele Saia "

