Una boccata d'ossigeno per la sanità pubblica molisana. Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Molise ha accolto il ricorso d'urgenza, sospendendo l'efficacia del provvedimento che prevedeva la chiusura del Punto Nascita dell'ospedale Veneziale di Isernia.
Si tratta di un primo, fondamentale traguardo per la comunità , frutto di un'azione sinergica e compatta che ha visto scendere in campo:
Il Comune di Isernia
La Provincia di Isernia
I Comuni di Venafro e Sesto Campano
La salute non è un algoritmo: le motivazioni del TAR
Nelle motivazioni espresse dal Presidente del Tribunale Amministrativo emerge con chiarezza un principio che i territori rivendicano da tempo: il diritto alla salute e alla sicurezza non può essere subordinato a meri calcoli numerici o tagli lineari.
La decisione del TAR mette nero su bianco il rischio concreto a cui sarebbero esposte partorienti e neonati in caso di smantellamento del reparto.
"Chiudere questo reparto vuol dire mettere a rischio la salute di partorienti e nascituri, soprattutto nei casi più complessi, dove anche un solo minuto può fare la differenza."
Nei casi di emergenza ostetrica, infatti, i tempi di percorrenza verso altri presidi sanitari — spesso resi ancora più lunghi dalle carenze infrastrutturali della regione — avrebbero potuto rivelarsi fatali.
Prossima tappa: il 2 settembre
La sospensione cautelare rappresenta un passo avanti decisivo che congela la chiusura e restituisce serenità a decine di future mamme. Tuttavia, la battaglia legale e politica è tutt'altro che conclusa. Il prossimo snodo cruciale sarà la camera di consiglio fissata per il 2 settembre, quando si discuterà il giudizio cautelare collegiale.
Un successo che lascia l'amaro in bocca
Accanto alla legittima soddisfazione per il decreto del TAR, resta una profonda amarezza per come è stata gestita l'intera vicenda. Questo scontro istituzionale e legale si sarebbe potuto (e dovuto) evitare.
La decisione di tagliare un servizio così vitale è stata calata dall'alto, mascherata dietro a tecnicismi burocratici e priva di un reale confronto con i sindaci, gli operatori sanitari e i cittadini. Un modus operandi che sta, pezzo dopo pezzo, indebolendo la sanità pubblica della provincia e dell'intero Molise.
La mobilitazione continua
La decisione del TAR dimostra che opporsi al declino dei servizi essenziali non è solo un dovere morale, ma una strada concretamente percorribile. Le istituzioni locali e la cittadinanza hanno lanciato un messaggio chiaro e unanime ai commissari e ai vertici sanitari regionali: sulla salute non si indietreggia di un millimetro.
Isernia e il suo territorio non si piegano. La difesa del Veneziale continua, dentro e fuori le aule di tribunale.

