Su 10 persone: per 6 impatta sullo spopolamento, per 9 rappresenta un fattore di marginalizzazione e incide sulle truffe online, per 8 favorisce l’usura
Campobasso, 01 agosto 2026 – La desertificazione bancaria continua e gli impatti su persone, territori ed economia reale aumentano. Filiali chiuse, servizi assenti, comuni spopolati e cittadini più esposti a rischi di truffe on-line e usura. Questo il quadro che emerge dal terzo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria “L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025[1]”: in Molise dieci persone su dieci sono insoddisfatte (97,9%) per la riduzione o chiusura delle filiali nel luogo in cui vivono; per nove su dieci la presenza di un bancomat non è sufficiente a sostituire il rapporto umano. Il Rapporto Uilca 2025 introduce una novità: tre focus tematici su spopolamento, truffe informatiche e rischio usura.
"La desertificazione bancaria non è un luogo comune, ma un tema concreto e noto all'opinione pubblica, i cui molteplici effetti negativi si riversano sul tessuto sociale ed economico del Paese: dall'aumento delle truffe online allo spopolamento dei territori, fino al rischio di usura e riciclaggio. Dietro ogni sportello chiuso c'è un anziano che non sa più come prelevare la pensione, un piccolo imprenditore costretto a percorrere chilometri per gestire le proprie finanze, una famiglia che perde un presidio di fiducia", commenta il segretario generale Uilca Fulvio Furlan.
La desertificazione bancaria in Molise. Dal 2020 al 2025 i comuni serviti da banche in Molise sono diminuiti del 33,3%, da 33 a 22. Nel periodo considerato le filiali sono passate da 97 nel 2020 a 73 nel 2025, registrando un calo del 24,7%. Ad oggi sono 107.409 i cittadini che risiedono in comuni privi di sportelli.
“È un bene che oggi ci sia una più ampia consapevolezza sull'entità del problema, ma c’è ancora molto da fare. In primo luogo, è indispensabile che in ogni Regione, come già avvenuto in alcune[2], sia avviato un Osservatorio con la partecipazione delle parti politiche, dei Sindacati, di Abi e delle banche per monitorare il fenomeno e intervenire in anticipo laddove si voglia procedere a una nuova chiusura, che lascerebbe senza filiali il territorio in questione. Proseguiremo con determinazione la nostra battaglia: la banca deve recuperare e rafforzare il proprio ruolo sociale, mettendo al centro le persone. In questo scenario, il risiko bancario deve rispondere a obiettivi industriali di lungo periodo, così da tutelare l'occupazione ed evitare l’aggravio del problema", conclude Furlan.
“In Molise è stata avviata una prima interlocuzione con le istituzioni regionali per creare un Osservatorio già nel 2025 ma, ad oggi, non si è riusciti a portare a termine questo percorso. Ci auguriamo che presto si arrivi a un punto di svolta per dare un freno al fenomeno e garantire i giusti servizi a un territorio che soffre ormai da molti anni una chiusura costante di sportelli, contribuendo all’abbandono massiccio dei nostri comuni e scoraggiando chi decide di restare o vorrebbe scegliere il meraviglioso Molise come sede di nuove attività imprenditoriali. Così si perdono grandi opportunità di crescita che ben si sposerebbero con le meraviglie offerte dalla nostra terra” aggiunge il segretario generale aggiunto Uilca Abruzzo Molise Ermando Ciocca.
Il Rapporto 2025 in breve (CFr. ALL.1)
- per sette persone su dieci (69,3%) la prossimità di una filiale influisce “molto+abbastanza" sulla propensione a investire
- per sei persone su dieci (60,4%) la banca fisica è un luogo utile per assistenza su risparmi e investimenti
- per sei su dieci (58,0%) la presenza di una filiale incide sulla scelta di vivere o meno in un territorio
I focus in breve (CFr. ALL.2)
- spopolamento: per nove persone su dieci (86,2%) in Molise la chiusura delle filiali rappresenta un fattore di marginalizzazione del territorio
- truffe informatiche: per nove persone su dieci (89,8%) la mancanza del bancario incide sulla capacità dei cittadini di difendersi da phishing e frodi online
- rischio usura: per otto persone su dieci (82,9%) la scomparsa delle filiali contribuisce al diffondersi dell’usura
Nell’ultimo anno emerge una maggiore conoscenza del problema, anche grazie all’azione portata avanti dalla Uilca e dagli altri Sindacati e all’attenzione della stampa: il 53,4% degli intervistati ha dichiarato di aver acquisito informazioni attraverso i media; il 40,7% attraverso il passaparola o con il confronto con parenti e amici; il 36,9% attraverso l’esperienza personale legata a chiusura o riduzione dei servizi della propria filiale e l’8,5% grazie alle campagne di sensibilizzazione o le iniziative promosse da Uilca.

