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Donne Dem Molise contro Vannacci, "i nostri diritti non si toccano"

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Ferma condanna delle Donne Dem del Molise al programma politico del Generale Vannacci e alle sue dichiarazioni considerate: "gravemente lesive dei diritti, delle libertà e delle conquiste civili e culturali raggiunte nel nostro Paese".
    "Tutti dovrebbero manifestare sconcerto e sdegno di fronte a simili posizioni - dichiara Manuela Vigilante per le Donne democratiche molisane -.

Noi lo facciamo senza alcuna remora, contestando in particolare alcuni punti del programma della formazione politica "Futuro Nazionale".

In cima alla lista delle contestazioni, spicca: "Il femminicidio non esiste, è un omicidio". Per la Vigilante:"Il femminicidio non identifica semplicemente il genere della vittima ma le ragioni e il contesto in cui una donna viene uccisa: sopraffazione, possesso, senso di superiorità, controllo e volontà di negarne libertà e autodeterminazione".
    Ancora più grave per le Donne Dem, la soluzione prospettata per affrontare il fenomeno del cosiddetto "patriarcato mediterraneo", inteso come uno schema sociale nel quale la donna sarebbe un soggetto da proteggere e tutelare da parte del sesso maschile, considerato più forte.
    "È una contraddizione inaccettabile - aggiungono -: il patriarcato non può essere presentato come antidoto alla violenza sulle donne. Si tratterebbe, al contrario, di un drammatico arretramento culturale e sociale, che non può lasciare indifferenti. L'aborto, ancora, non è un diritto. La Legge 194 non è nata per favorire l'aborto, ma per impedire che le interruzioni di gravidanza avvenissero nella clandestinità, con tutti i rischi che ciò comportava. La legge disciplina anche l'aborto terapeutico. Rivendichiamo, quindi, il principio fondamentale secondo cui ogni donna deve poter decidere del proprio corpo e della propria vita. Presentare l'eliminazione dell'aborto come strumento per aumentare le nascite significa, nella prospettiva vannacciana, riproporre una visione controllante della donna, relegandola al ruolo di semplice 'angelo del focolare', evocando modelli culturali che appartengono a un passato che non vogliamo vedere ritornare".
    Contestazioni anche per quanto riguarda l'eliminazione delle unioni civili e riduzione dei contenuti gender nelle fasce protette.
    "Di fronte a una simile minaccia per la libertà e i diritti di tutti - concludono -, è necessario fare fronte comune, informarsi e non liquidare queste affermazioni come semplici parole".

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