Iorio: “Il Molise perde un presidio istituzionale strategico. Quella sede doveva essere rilanciata,
non alienata”
La vendita della sede della Regione Molise a Bruxelles rappresenta, a mio giudizio, una scelta
profondamente sbagliata. Non si tratta semplicemente della cessione di un immobile, ma della
rinuncia a un presidio istituzionale nel cuore dell’Europa, che avrebbe dovuto essere valorizzato e
utilizzato pienamente dopo 10 anni di progressivo abbandono.
Quella sede era stata acquistata con una precisa finalità: garantire al Molise una presenza stabile e
qualificata a Bruxelles, luogo nel quale si assumono decisioni che incidono direttamente sulle
politiche regionali, sull’agricoltura, sulle infrastrutture, sulle imprese, sulla programmazione e
sull’utilizzo delle risorse europee.
Una Regione piccola come il Molise non può permettersi di essere assente proprio nei luoghi in cui si
costruiscono le politiche europee. Al contrario, avrebbe bisogno di maggiore capacità di
rappresentanza, relazioni e visibilità.
Non mi sottraggo alle responsabilità delle decisioni assunte quando ero componente della Giunta
regionale. Nel 2024 partecipai all’approvazione della delibera che avviava un percorso esplorativo
sulla possibile cessione dell’immobile. Ma quella decisione non equivaleva alla vendita.
In quella fase, sia il presidente della Regione sia l’assessore proponente mi rappresentarono
chiaramente che l'avvio della procedura non avrebbe comportato necessariamente l'alienazione e
che, qualora non fossero emerse condizioni realmente convenienti, la sede sarebbe rimasta nella
disponibilità della Regione. È sulla base di queste rassicurazioni che condivisi quel percorso.
Oggi, invece, prendo atto che quel procedimento si è concluso con la vendita. Una decisione che
considero ancora più grave alla luce del valore istituzionale che quella sede avrebbe potuto esprimere
se adeguatamente rilanciata.
Il problema non erano certamente i costi di manutenzione o la necessità di razionalizzare gli spazi. Se
la sede non era più sostenibile nelle condizioni in cui si trovava, la soluzione avrebbe dovuto essere
una riorganizzazione anche attraverso il coinvolgimento del sistema produttivo e istituzionale
molisano e trasformando quell'immobile in una vera “Casa del Molise” a Bruxelles.
Una sede pienamente utilizzata non è un costo, ma un investimento: può servire a costruire relazioni
con le istituzioni europee, accompagnare le imprese molisane, promuovere il territorio, intercettare
opportunità e creare collegamenti con altre Regioni e con i soggetti economici e istituzionali presenti a
Bruxelles.
E non va dimenticato ciò che quella sede ha rappresentato in passato. Durante gli anni della mia
presidenza fu utilizzata per iniziative che consentirono a giovani laureati molisani di diventare esperti
di programmazione europea; fu sede dell’Euroregione Adriatica e ospitò il microcredito centrale
nazionale, oltre a essere un luogo nel quale si svilupparono, insieme a Spagna e Francia, le politiche
delle piccole Regioni europee per accompagnarle nel passaggio dall’Obiettivo 1, destinato alle aree
più svantaggiate, a una nuova fase di crescita e competitività.
Anche il dato economico merita una riflessione: l'immobile fu acquistato dalla Regione nel 2005 per
circa 1,6 milioni di euro e oggi viene ceduto per circa 1 milione e 350 mila euro. È evidente che
un'operazione patrimoniale non può essere valutata esclusivamente attraverso la differenza tra prezzo
di acquisto e prezzo di vendita.
Per questo considero la decisione miope. Non contesto la necessità di contenere i costi o di affrontare
i problemi di manutenzione. Contesto la scelta di risolvere quelle criticità rinunciando definitivamente
allo strumento.
Oggi il Molise ha perso un pezzo della propria presenza istituzionale in Europa ma per l'acquirente è
stato davvero l'affare del secolo.
Michele Iorio
Capogruppo FDI Consiglio regionale del Molis

