A sentire i suoi estimatori: farebbe piazza pulita di ladri e faccendieri! Oppure: darebbe dignità all'Italia! Oppure: riconsegnerebbe l'Italia agli Italiani!
Pura illusione.
I ladri e i faccendieri sono scaltri a inserirsi al fianco del nuovo padrone. Gli italiani non possono isolarsi: ipendono dall'estero per ogni più piccola materia prima. L'Italia ha già una sua dignità.
Ma, a parte queste affermazioni difficilmente contestabili, giunge il programma di Vannacci, appena pubblicato, a chiarire la sua follia.
1. Europa: Vannacci non propone formalmente l'uscita immediata dell'Italia dall'UE, ma mette in discussione i suoi pilastri. In particolare, considera possibile l'uscita dall'euro, propone una sorta di moneta fiscale parallela e vuole ridurre fortemente i vincoli europei alla politica di bilancio. L'obiettivo sarebbe restituire allo Stato maggiore libertà di spesa!!!! Maggiore libertà di spesa? E qui viene subito il bello!! Chi la finanzia. Emissioni di bot e aumento del debito pubblico con aumento degli interessi da versare che già oggi si mangiano tra i 70 e gli 80 miliardi l'anno dei nostri soldi?
2. Natalità e famiglia. Futuro Nazionale propone consistenti incentivi economici per favorire le nascite degli italiani e disincentivi per chi si rifiuta di riprocreare. Da una parte, il ritorno della donna a mezzo di riproduzione, dall'altra, un programma di sostegni così ampio che avrebbe costi enormi per lo Stato. Chi paga? Ancora debito pubblico?
3. l'immigrazione. Vannacci parla apertamente di "remigrazione", cioè del ritorno nei Paesi d'origine di una parte consistente degli stranieri presenti in Italia. Non parla solo di irregolari ma anche di immigrati regolari e integrati. Vengono i brividi a pensare alle conseguenze di tutto ciò: milioni di stranieri, oggi, lavorano, producono reddito, pagano tasse e contributi e occupano settori nei quali già manca manodopera. Una loro espulsione su larga scala aggraverebbe il declino demografico e creerebbe seri problemi al sistema produttivo e previdenziale.
La contraddizione centrale del programma di Vannacci è questa: da una parte si vogliono spendere molti più soldi pubblici per natalità, famiglie e sovranità economica; dall'altra si propone di ridurre una componente importante della popolazione attiva e contributiva e contemporaneamente di allentare i vincoli europei sui conti pubblici.
Ne emerge il ritratto di un programma fortemente nazionalista e identitario, euroscettico e molto interventista sul piano economico, ma che lascia senza risposta alcune domande:
Sarebbe utile continuare a indebitarci con ricadute negative su pensioni e redditi fissi?
Sarebbe utile, per una Italia povera di materie prime, isolarsi dal mondo? Vannacci sa che le fortune italiane dipendono dalla sua capacità di invadere con i suoi prodotti i mercati internazionali? Isolarsi sarebbe buona cosa? Sarebbe l'Italia in grado di difendersi militarmente, da sola, senza l'aiuto europeo o deve continuare ad essere schiavetta di Trump o diventarla di Putin?
E poi, fino a che punto può l'Italia continuare a indebitarsi? Chi pagherebbe lo scotto di questa follia vannacciana? Per me la risposta è una sola: la povera gente, quella che ogni volta viene sollecitata dall'ultimo salvatore della Patria che poi la porta alla fame o in guerra.
Ultima domanda a mo di preghiera: perché l'umanità non si fida mai di cose ragionevoli e va sempre alla ricerca di avventure?
