Destra e Sinistra e Sinistra e Destra
È una filastrocca satirica sul progressivo svuotamento delle categorie di destra e sinistra. Parte volutamente dagli stereotipi — rigore e protezione, individuo e uguaglianza, tradizione e cambiamento — e li mette in fila con il ritmo semplice delle contrapposizioni popolari.
La citazione di Gaber segna la svolta: dalla distinzione delle idee si passa alla loro intercambiabilità. Destra e sinistra cambiano scarpe, piedi e posizioni secondo convenienza. Il finale, «destra o manca sempre buone: / basta star sulle poltrone», chiude con una battuta amara: non è più importante da quale parte si stia, purché si riesca a restare seduti.
Destra e Sinistra e Sinistra e Destra
Per la dèstra scarpe strette,
a sinìstra un po' più larghe;
per la dèstra passi corti,
a sinìstra strade larghe.
Per la dèstra disciplina,
a sinìstra comprensione;
per la dèstra più rigore,
a sinìstra protezione.
Per la dèstra diffidenza,
a sinìstra accoglienza;
per la dèstra più prudenza,
a sinìstra confidenza.
Per la dèstra libertà,
a sinìstra l'uguaglianza;
per la dèstra l'individuo,
a sinìstra la distanza.
Per la dèstra viene il merto,
a sinìstra l'equità;
per la dèstra chi conquista,
a sinìstra chi non ha.
Per la dèstra tradizione,
a sinìstra cambiamento;
per la dèstra le radici,
a sinìstra nuovo vento.
Per la dèstra patria e casa,
a sinìstra il mondo intero;
per la dèstra una frontiera,
a sinìstra un bel sentiero.
Anche Gaber ironizzava
su quest'onda peregrina
che la vasca sia di destra
e la doccia sia di sinistra.
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Ma la dèstra cambia scarpe,
la sinìstra cambia piede;
questa corre, quella insegue,
e nessuno più ci crede.
Scarpa dèstra, scarpa manca,
oggi stretta e doman larga;
pur di stare sulla giostra
ogni idea là si baratta.
Prima contro, poi a favore,
prima amico, poi avversario;
destra o manca sempre buone:
basta star sulle poltrone.

