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Dal brodo di un tempo al dado di oggi, tutte le schifezze che arrivano in tavola

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AGNONE - Ha avuto luogo ieri la VI edizione di Serate al caseificio, l’appuntamento annuale che coinvolge gli amici della storica ditta Di Nucci che produce da 11 generazioni prodotti caseari.

Dopo i saluti del titolare Franco Di Nucci, è stato il turno di Leonardo Seghetti, perito agronomo. L’esperto ha conquistato velocemente la ricca platea di interessati e curiosi che ha assistito al suo discorso dal titolo "I prodotti alimentari dell’industria: che cosa mangiamo?".

 
“Da quando è iniziato il periodo di benessere degli anni 50 e 60, ci siamo abituati ad una cultura del tutto e subito che ha avuto conseguenze anche sulle scelte alimentari. Si pensi al brodo, un esempio banale, che in precedenza veniva cucinato con verdure e carne a fuoco lento per ore. Oggi ci basta far sciogliere un cubetto nell’acqua che bolle ed abbiamo lo stesso piatto. Il problema è che apparentemente noi sappiamo cosa stiamo mangiando ma, in realtà, non sappiamo cosa stiamo assimilando. Oggi, infatti, siamo affascinati dall’apparire e non consideriamo l’essere. Ci fermiamo al bel piatto davanti a noi senza sapere quali siano le sostanze chimiche che si celano dietro di questi. Allo stesso modo non siamo più abituati alla stagionalità dei prodotti e all’unicità degli stessi. Il nostro è un palato piatto che si è abituato allo stesso tipo di sapori a tal punto che molto spesso capita di disprezzare una ricetta originale poiché ha un gusto che viola quel piattume al quale siamo affezionati” ha spiegato Seghetti.


Nella stessa direzione è andato Giampaolo Colavita, professore di Ispezione alimentare presso l’ateneo molisano, che ha introdotto tutti i partecipanti al concetto di conservazione e di tecniche di conservazione, un altro argomento che, assieme a quello trattato da Seghetti, ha scosso gli uditori che naturalmente erano all'oscuro delle tematiche trattate dai docenti.
Non solo teoria dunque.
La serata si è evoluta  passando da una vera e propria lezione frontale ad una degustazione a base di prodotti di qualità. Trovano motivo, dunque, gli interventi di Giuseppe Pinnella, produttore di peperoncino di Senise.
È toccato a Michele Piccirilli, noto produttore abruzzese di ventricina, il compito di spiegare il processo di confezionamento del salume partendo dal taglio della carne fino all’insaccamento. Dalla produzione all’utilizzo.
Dopo aver seguito un training veloce sul peperoncino e su uno dei prodotti a base di quest’ultimo, è stato il maestro di cucina Ermanno Di Paolo a cucinare davanti agli occhi di tutti un piatto a base di caciocavallo e ventricina, una ricetta che vede le sue origini nella tradizione abruzzese e che il cuoco ha rivisitato introducendo l’utilizzo delle nuove tecnologie.
Naturalmente, dopo tutto questo parlare di cibo non poteva mancare il vino. È stato solo a questo punto che i presenti hanno potuto conoscere Vincenzo Cianfagna, un giovane produttore di vini molisani che ha raccontato, con poche parole, la storia della sua produzione vitivinicola.
A quel punto non restava che mangiare e degustare tutti gli alimenti di cui si è tanto parlato durante l’intero pomeriggio prima di culminare la serata ascoltando della buona musica suonata dal gruppo R-Evolution band, il gruppo del quale fa parte il musicista agnonese Vittorio Sabelli che ha riempito l’atmosfera di dense note, chiudendo la serata alla perfezione.

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