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Fatti non "renzate": parlamentari del Movimento 5 Stelle pronti a restituire 2,6 milioni di euro

Il sit-in di protesta davanti al Ministero. Saccomanni non si decide a sbloccare il fondo per le piccole e medie imprese

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Francesco Bottone

Il Movimento 5 stelle fa i fatti, il resto sono chiacchere o meglio "renzate" come dicono i grillini.

Parlamentari M5S pronti a restituire oltre 2,5 mln di euro - 2.563.016,76 euro per l'esattezza - somma ricavata dal taglio degli stipendi e delle diarie da giugno ad ottobre 2013. Il secondo Restitution Day dei grillini oggi si celebra con un sit-in, dalle 11.45 in poi, di fronte alla sede del ministero dell'Economia e delle finanze di via XX Settembre.

      I 5 Stelle chiedono l'apertura immediata (come votato dal parlamento ad agosto con un emendamento del M5S) del conto che consenta ai parlamentari del Movimento di versare al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese la somma da 'restituire ai cittadini'.

      L'emendamento presentato dal M5S Senato per aprire il conto per finanziare il Fondo di garanzia per le piccole imprese con i tagli ai
costi della politica era stato approvato il 5 agosto 2013 all'interno del 'Decreto del Fare'. "Il governo - ricorda in una nota il M5S - aveva 90 giorni di tempo (scadenza 19 novembre 2013) per emanare il decreto attuativo e rendere operativo il conto, ma non ha ancora fatto
nulla. Basta! Ministro Saccomanni apri il conto Pmi".

"Siamo davanti al Mef per chiedere a Saccomanni di firmare il decreto per l'apertura del conto sul quale versare i quasi 2,6 milioni di euro che vogliamo restituire e che andranno alle pmi. - commenta il senatore vastese Gianluca Castaldi - Non ce ne andremo finché il Mef non farà quanto previsto dal nostro emendamento approvato mesi fa.

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Francesco Bottone

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