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Rifugiati ad Agnone, un'opportunità da cogliere

La cittadina altomolisana darà accoglienza a venticinque profughi

Attualità
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di Giovanni Giaccio

AGNONE – In arrivo 25 rifugiati e richiedenti di asilo politico. Altomolise.net scopre i dettagli del progetto.
Ha scaldato gli animi la notizia apparsa il 30 gennaio scorso, su queste stesse colonne, dove si annunciava dell’imminente arrivo di circa venticinque rifugiati politici. Dunque, mentre in giro per il paese, alcuni cittadini iniziano ad agitarsi, noi abbiamo pensato di approfondire la faccenda e vedere come andranno davvero le cose.
Partendo dalle basi, il primo interrogativo che sorge spontaneo è: Agnone chi ospiterà?
Saranno massimo venticinque (ma potrebbero essere anche di meno, ndr) i rifugiati e richiedenti asilo politico che arriveranno nei prossimi giorni. Non si tratterà sconosciuti che ‘invaderanno il paesino’ bensì di persone tutelate a livello internazionale e che sono state selezionate per un progetto europeo per l’integrazione.
A quanto pare, infatti, l’Europa ha stanziato ben 400mila euro annui per favorire l’inserimento dei rifugiati nelle comunità italiane dove potranno svolgere attività di vario tipo come l’apprendistato, lo studio della lingua e molto altro ancora. Anche il comune dovrà contribuire alla spesa ma, fanno sapere dal Municipio, lo si farà concedendo beni strutturali e personale per un totale di 80mila euro.
A lavorare a stretto contatto con gli esuli il personale delle cooperative ‘Senis Hospes’ e ‘Sirio’ che, molto probabilmente, avranno bisogno di figure professionali quali interpreti, assistenti sociali ecc. Ciò naturalmente potrebbe tradursi in posti di lavoro per i giovani professionisti del posto, sempre più costretti a trasferirsi altrove alla ricerca di lavoro.
Non solo. Buone nuove anche in ambito immobiliare. Per l’intero periodo di permanenza (che copre il triennio che va dal 2014 al 2016) naturalmente i rifugiati vivranno in alloggi dislocati su tutto il territorio cittadino dunque saranno affittati appartamenti e case che finora hanno rappresentato un capitale morto.
“Molti hanno sottovalutato questo progetto solidale” commentano dalla giunta “quando invece non ci si rende conto dell’enorme potenziale che rappresenta un’iniziativa del genere. Questo progetto di solidarietà si può tradurre in una sorta di input per risvegliare l’intera area.”
E sembrano averlo capito alcuni imprenditori locali che, a quanto pare, siano pronti ad assumere i nuovi arrivati per inserirli in un percorso di apprendistato. Dal palazzo di Via Verdi, però, rassicurano “Vigileremo affinché vengano tutelati e rispettati i diritti dei rifugiati. Questa occasione non deve rappresentare una fortuna su cui speculare. Ci assicureremo che tutto vada come previsto dalla legge!”

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di Giovanni Giaccio

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