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Raccolta differenziata, Marcovecchio sbugiarda Cacciavillani

L'esponente di minoranza, carte alla mano, contesta al vicesindaco gli ultimi dati fatti pubblicare sulla stampa

redazione
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AGNONE. Lorenzo Marcovecchio, consigliere di minoranza al Comune di Agnone sconfessa il vicesindaco Maurizio Cacciavillani sui dati della raccolta differenziata. Nei giorni scorsi Cacciavillani ha parlato di una percentuale raggiunta pari al 25%, al contrario Marcovecchio, carte alla mano (in basso i pdf), sostiene come la raccolta del Comune non superi il 20%. Inoltre, nel suo intervento, Marcovecchio punta il dito verso la raccolta “porta a porta” capace di incrementare di appena 1-2 punti le percentuali di rifiuti differenziati. “Un vero flop considerati i 136mila euro investiti” scrive.

<<Confesso di esser rimasto a dir poco perplesso nel leggere la nota del vice sindaco di Agnone relativa alla raccolta differenziata. I dati snocciolati, infatti, - scrive Marcovecchio - risultavano essere molto diversi da quelli a me noti.  Per ottenere chiarimenti in merito, quindi, mi sono recato presso gli uffici preposti dove ho avuto conferma di quanto da me conosciuto. Alla luce dei dati ufficiali , quindi, posso dire che quanto raccontato dall’assessore non corrisponde assolutamente a verità.

La percentuale media di differenziata non è di 25 punti percentuali (come raccontatoci) bensì di 20 punti. Tale dato, che comunque potrebbe essere visto in termini positivi se paragonato a quello di partenza, va analizzato sotto un diverso aspetto.
Con l’introduzione dei diversi bidoni stradali per la raccolta differenziata, la percentuale di rifiuti separata era già cresciuta notevolmente, attestandosi intorno al 19% (circa). I cittadini di Agnone, nel giro di qualche mese, avevano rivoluzionato il proprio sistema di raccolta rifiuti e stavano iniziando a cambiare le proprie abitudini ormai radicate da tempo.
A questo punto, ascoltata e valutata la proposta dell’amministrazione Carosella, in merito all’introduzione del servizio porta a porta, in consiglio Comunale ebbi ad avanzare una mia controproposta.
Stabilendo in 30 punti percentuali un limite iniziale accettabile a cui ambire (anche perché si sarebbe tradotto in circa 50.000 euro di risparmio), proposi, di concerto con gli uffici comunali, di continuare con il sistema allora in uso lasciando che i cittadini si abituassero ed aiutando e portando, invece, le attività commerciali in un sistema porta a porta vero e proprio.
Tutto ciò in attesa che scadesse l’appalto per la raccolta dei rifiuti (dicembre 2014), per poi analizzare i risultati ed eventualmente predisporre un nuovo bando di gara che includesse anche un servizio di raccolta porta a porta.
Ovviamente tale scelta non è stata perseguita, preferendo investire 136.000 euro per un servizio di raccolta porta a porta che ha aumentato di soli 1 o 2 punti le percentuali di rifiuto differenziato, consentendoci, nella migliore delle ipotesi, un risparmio di spesa di circa 15.000 euro l’anno. Se a ciò ci si aggiunge il disagio sofferto dai cittadini ( i quali con una rapidità impressionante sono stati costretti a passare da un gestione indifferenziata ad una differenziata spinta), i costi sofferti per ripulire dall’inciviltà di alcuni (i cui comportamenti vanno condannati) i quali vuoi per protesta, vuoi per ignoranza, hanno preferito abbandonare i rifiuti lungo le strade e le vallate cittadine, il conseguente aumento della tassa a carico del cittadino, appare quanto mai chiaro che, contrariamente a quanto raccontato, quello della raccolta porta a porta si è rivelato un grande flop.
Ovviamente - conclude Marcovecchio - ancora una volta, mi auguro di essere smentito. Mi auguro, cioè, che vengano smentiti quei dati ufficiali redatti presso gli uffici comunali preposti
>>. 

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