Qualche riflessione circa la sede Universitaria Isernia-Pesche

Riceviamo e pubblichiamo

| di Albino Iacovone
| Categoria: Attualità
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Albino Iacovone

Non credo che tale previsione ( contributo straordinario per il 2014 e quindi senza un impegno definitivo) possa far recedere l' Università a trasferirsi nei locali di proprietà siti in Pesche a pochi centinaia di metri dalla Questura del Capoluogo. Non si può dare torto al Rettore che ha espresso insoddisfazione su una previsione di spesa che non garantisce per il futuro di tenere indenne l' Università dal pagamento del fitto dei locali di Via Mazzini visto e considerato che l' Ateneo, a pochi centinai di metri dall' ingresso nord di Isernia, detiene in proprietà locali funzionali ed idonei per allocare tutte le facoltà decentrate a Isernia.Il Comune di Isernia se vuole ancora continuare a sperare di mantenere la facoltà di scienze politiche nei locali della Curia di Via Mazzini dovrà farsi carico ( anche in comune accordo con la Regione, è inutile dire anche la Provincia) in modo permanente del canone di fitto se non vuole che la facoltà stessa venga trasferita a Pesche. Credo che questi sono i termini della questione!
Comunque, a prescindere dalle mie precedenti considerazioni, se guardiamo l' attuale situazione molisana ed italiana che vede costretti i relativi governi a ridurre e/o razionalizzare la spesa pubblica ( o paga la regione o paga il comune o paga l'Università poco cambia!) tenere una sede universitaria di proprietà a pochi centinaia di metri da Isernia e pagare invece un non poco canone di locazione a privati ( in questo caso la Curia) mi sembra che non si vada verso la lotta agli sprechi! Non vorrei che prevalga uno sterile ed anacronistico campanilismo! L' Università è di tutto il Molise e il tutto deve essere visto nell' ambito regionale .
La posizione assunta dal Rettore e dal Senato Accademico, quali soggetti pubblici, non può essere condannata bensì apprezzata. Ogni buon amministratore deve tendere, soprattutto in questo particolare momento, a razionalizzare la spesa pubblica cercando di limitare anche gli eventuali disagi alla popolazione. Ora non vedo quali grossi problemi possa creare lo spostamento ( e a costo zero!) della Facoltà di Scienze Politiche ( sarebbe il caso anche di conoscere il numero di studenti iscritti) presso la sede di Pesche ( a pochi centinaia di metri dalla Questura) e nelle immediate adiacenze di un comparto edilizio ( la Nunziatella) in corso di espansione. Con questi presupposti, anche di natura erariale, non riesco a comprendere i motivi per i quali o il Comune o la stessa Regione debba pagare un fitto di euro 82.000 all' anno in presenza di una sede Universitaria di proprietà della stessa Istituzione e già funzionante! Ed allora, se proprio si ritiene indispensabile ( !) far rimanere la facoltà universitaria in Via Mazzini, perchè tutti gli Amministratori Comunali, dal Sindaco all' ultimo Consigliere di opposizione, all' unisono, non chiedono alla Curia Vescovile di concedere a titolo gratuito l' uso dei locali ? Ancora, non sarebbe più saggio utilizzare le somme che il Comune dovrebbe pagare per il fitto( mi viene anche qualche dubbio sulla regolarità e sulla competenza da parte del Comune stesso) per il diritto allo studio aiutando gli studenti e le famiglie con redditi bassi ?
Il cittadino Albino Iacovone

Albino Iacovone

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