Estate sangiovannese: la festa dell’emigrante nel segno della tradizione

| di Marianna Monaco
| Categoria: Attualità
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Si è tenuta ieri,12 agosto, a San Giovanni Lipioni, la V edizione della Festa dell’emigrante, nata per ricordare tutti i sangiovannesi che sin dagli inizi del ‘900 hanno lasciato il proprio borgo natio per cercare fortuna in altre zone d’Italia, ma soprattutto all’ estero e che dopo anni di duro lavoro e sacrifici rientravano in terra abruzzese riabbracciando le proprie famiglie.

Quest’anno, in particolare, la festa ha avuto come tema La spallata nella memoria, per continuare un’attività di ricerca e di valorizzazione della tradizione intrapresa nel mese di maggio in collaborazione con i comuni di Schiavi d’Abruzzo e Acquaviva Collecroce: tale danza, infatti, tipica dei matrimoni e caratterizzata da colpi di fianchi con quattro fino a dodici ballerini, nasce nei territori abitati dai Sanniti per poi assumere passi e movenze diverse di paese in paese.

La giornata, patrocinata dalla Pro Loco, si è articolata in vari momenti: dalle ore 16 alle 18, in piazza Largo del popolo si è tenuto un convegno-laboratorio con musiche, canti e danze nella memoria degli emigrati.

A tal proposito, una delle curatrici, la sig.ra Berenice Finarelli racconta: «Ho parlato con gli anziani del paese per conoscere i loro ricordi e la spallata, il valzer, la quadriglia, la raspa erano i balli tipici alle feste di fidanzamento, ai matrimoni e nelle occasioni scandite dai tempi dell’agricoltura, come la mietitura nei mesi estivi. Il tango non era invece un ballo frequente poiché prevedeva un contatto fisico maggiore tra uomini e donne, sconveniente per l’epoca. I sangiovannesi si recavano alle feste nelle piane di Castelguidone e le ragazze del posto erano desiderose di ballare con loro, attratte dalla possibilità di lasciare la campagna e trasferirsi in paese. Si ballava accompagnati dall’ organetto e dalla fisarmonica ed erano, tali occasioni, forti momenti di aggregazione sociale, condivisione delle tradizioni e di riposo dal duro lavoro nei campi o nelle fornaci».

Dalle 18 alle 20 poi, esposizione-laboratorio di tamburi a cornice con approccio allo strumento a cura di Michele Di Paolo e dalle 21 serata conviviale con concerto degli Alberi sonori.

Marianna Monaco

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