Pubblichiamo integralmente la lettera aperta firmata ricevuta in redazione e indirizzata anche al sindaco di Agnone, Daniele Saia, insieme alla ricostruzione dei fatti fornita dall'autore.
Precisiamo che la redazione non ha assistito direttamente a quanto descritto nella lettera. Abbiamo pertanto contattato gli organizzatori della manifestazione, che telefonicamente hanno fornito una versione dei fatti sensibilmente diversa da quella riportata dall'autore.
Nel rispetto del diritto di replica, siamo disponibili a pubblicare integralmente anche la versione degli organizzatori, affinché i lettori possano conoscere entrambe le ricostruzioni dell'accaduto.
Di seguito pubblichiamo integralmente la lettera aperta ricevuta dalla redazione.
"Gentile Direttore,
affido alle colonne della Sua testata questa mia lettera aperta indirizzata al Sindaco di Agnone, Daniele Saia, per portare all’attenzione dell’opinione pubblica e dell’amministrazione comunale un episodio increscioso avvenuto la sera del 10 agosto, in occasione della “Notte di San Lorenzo” organizzata in Piazza del Popolo dall’associazione “Repubblica di Maiella”. Agnone è una cittadina che si è distinta negli anni per la qualità delle sue iniziative turistiche e culturali — da Casearia alle Notti Arancioni —, eventi ai quali ho sempre partecipato con grande entusiasmo. Proprio per il profondo rispetto che nutro per questo territorio, ritengo inaccettabile quanto accaduto durante una serata che avrebbe dovuto essere di festa e accoglienza, trasformatasi invece in una dimostrazione di disorganizzazione, scortesia e totale assenza di senso civico.
Dopo aver regolarmente pagato per la consumazione, la mia famiglia e altri avventori ci siamo sentiti dire che tutti i tavoli della piazza erano riservati per chi aveva prenotato. Un’assurdità logistica: qualsiasi organizzatore sa bene che in eventi di piazza è doveroso garantire una quota di posti a sedere libera per la fruizione estemporanea dei cittadini. Il risultato? Una distesa di tavoli desolatamente vuoti e le persone costrette a mangiare per terra o appollaiate sui muretti. Tra queste persone c’ero anch’io, persona con disabilità. Di fronte all’evidenza di una piazza vuota ma "bloccata" dai segnaposto, ho deciso di sedermi a uno dei tavoli in attesa di un'eventuale affluenza.
A quel punto, anziché comprendere la svista logistica e mostrare la minima empatia, gli organizzatori si sono preoccupati unicamente di "recuperare" il tavolo, offrendoci come ridicolo contentino un banchetto di fortuna recuperato in fretta da una casa vicina, per far stare zitto "il rompiscatole". Il tutto a fronte di una qualità del servizio imbarazzante (cibo freddo e incongruenze sui prezzi delle bevande). Ma il punto più grave non è la disorganizzazione. È l'arroganza. A fronte delle nostre pacifiche e civili rimostranze, riscontrate anche da molti altri visitatori esasperati, le risposte ricevute da chi si proclamava responsabile dell'evento sono state stizzite e aggressive.
La situazione è degenerata a fine serata quando, nell'indifferenza generale, uno dei sedicenti responsabili è arrivato a minacciarmi di "prendermi a ceffoni", mentre altri alzavano la voce tra offese e insulti. Solo a caos ormai consumato si è palesato un referente dell'associazione che ha ammesso l'errore dichiarando, in modo quasi farsesco, che "non si aspettavano che venisse gente". Signor Sindaco Saia, le associazioni che operano sul territorio ed effettuano manifestazioni con il patrocinio delle istituzioni rappresentano la città.
Comportamenti conditi da ignoranza, totale assenza di rispetto per la disabilità e persino minacce verbali ledono gravemente l'immagine di Agnone e vanificano il grande lavoro di promozione turistica portato avanti dall'Amministrazione. Agnone merita di meglio. I turisti e i cittadini meritano rispetto. Mi auguro che le istituzioni locali prendano nettamente le distanze da simili modalità di gestione e che per il futuro si rifletta attentamente su a chi concedere il nome e il patrocinio del Comune. Distinti saluti"
Lettera firmata

