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Er pesce grosso e quello piccolo: Poesia in romanesco di Enzo Delli Quadri, metafora della legge del più forte

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Er pesce grosso e quello piccolo

Questa poesia mette il dito nella piaga di uno dei più antichi interrogativi dell'uomo:perché la vita si nutre della vita? la Terra è forse una grande tavola imbandita? E la fede basta a spiegare, o giustificare, questo disegno?
 

Er pesce grosso e quello piccolo

Disse er pesce piccoletto:

«Dimme un poco, sor padrone,

perché sempre chi è più grosso

fa la legge e c'ha ragione?»

Er più grosso je rispose:

«Nun è colpa mia, fratello;

io nun seguo un regolamento,

seguo solo er mi' budello.»

«Ma possibile», ribatté,

«che la vita sia così?

Er più forte magna sempre,

er più debole sta lì?»

Er più grosso sospirò:

«Nun me crede fortunato;

che c'è sempre un pesce granne

che me magna appena nato.»

«E chi ha fatto 'sta catena?

Chi ha imbandito questo mondo?

Perché tutta questa Terra

pare un pranzo senza fondo?»

Er più grosso disse piano:

«Nun cercà troppe risposte.

Chi sta in cima magna e tace;

chi sta sotto... fa domande.»

Morale

Forse er mare, forse er monno,

cambian poco, in fonno in fonno:

chi comanna trova scuse,

chi subisce... vuol capire.
 
Enzo C. Delli Quadri
Molisano di Agnone, già Manager di tante imprese, sempre legato al suo Paese, mai ha fatto mancare il suo apporto ad attività culturali, sportive, economiche, politiche. Sua la produzione, da autore ed editore, della Collana di 11 libri "Tesori dell'Altosannio".
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