In occasione del suo novantesimo compleanno, il Prof. Antonio Mario Caracino ha ricevuto la visita del Sindaco di Rosello Alessio Monaco e del Parroco Don Giampiero La Penna, recatisi presso la sua abitazione di Pescara per portargli di persona gli auguri, l'abbraccio affettuoso e la gratitudine dell'intera comunità rosellana. Nato a Rosello il 28 settembre 1936, dopo gli studi classici il Prof. Caracino si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1962 presso l’Università degli Studi di Napoli. Intrapresa subito l'attività chirurgica, nel 1970 è diventato aiuto presso la Clinica Chirurgica dell’Università di Chieti, di cui è stato anche docente. Nel 1980 ha vinto il concorso da Primario di Chirurgia Generale presso l’Ospedale Civile di Pescara, guidando il reparto con riconosciuta dedizione fino al 2004. Nel corso della sua carriera ha ricoperto inoltre l'incarico di Presidente della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) della sezione di Pescara.
Al percorso medico e all'impegno amministrativoo, che lo ha visto ricoprire la carica di Sindaco di Rosello dal 1970 al 1980, il Prof. Caracino ha sempre affiancato un legame profondo e indissolubile con le proprie radici dedicandosi con passione alla storia, all'etnografia e alle tradizioni della sua terra. Ha dato alle stampe importanti volumi, tra cui Il tempo e la memoria, Storia per foto di Rosello, Il catasto onciario di Rosello, Cronaca di una barbarie: la distruzione di Rosello (Tabula fati, 2014) e Cose di casa mia. Dialetto, tradizioni popolari, canzoni (Tabula fati, 2018).
Nel corso della visita, Don Giampiero La Penna ha consegnato al festeggiato la pergamena con la benedizione inviata dal Santo Padre Papa Leone XIV unitamente a un telegramma di auguri, mentre il Primo Cittadino lo ha omaggiato con la pergamena commemorativa del Comune di Rosello. «Portare gli auguri della nostra comunità al Prof. Antonio Mario Caracino è stato un momento di profonda emozione e di grande gioia», hanno dichiarato il Sindaco Alessio Monaco e il Parroco Don Giampiero La Penna. «L'amore per la sua terra, la luminosa carriera medica e accademica e la dedizione con cui ha servito le istituzioni e la memoria del nostro paese rappresentano un esempio e una guida viva per tutti noi».
