Editoria, è morto il senatore di destra Giuseppe Ciarrapico: ha operato anche in Molise

| di Redazione
| Categoria: Attualità
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È morto l’imprenditore ed ex senatore romano Giuseppe Ciarrapico, aveva 85 anni. Ciarrapico aveva interessi e società in molti settori diversi, dalla sanità all’editoria, ed era stato presidente della squadra di calcio della Roma tra il 1991 e il 1993. Nel 2008 era stato eletto al Senato con il Popolo della Libertà. Noto per le sue idee di destra, nel corso della sua vita aveva controllato diverse cliniche romane, bar e ristoranti, le terme di Fiuggi, la casa editrice Vallardi e diversi quotidiani locali. Fu coinvolto in molte vicende giudiziarie, nel corso della sua vita: fu condannato nel 1974 per aver violato le leggi sul lavoro minorile, nel 1998 per bancarotta fraudolenta, nel 1999 per ricettazione fallimentare, nel 2000 per finanziamento illecito ai partiti, nel 2015 per truffa editoriale.

Proprio l’editoria è stata l’aspetto più caratterizzante dell’attività imprenditoriale di Ciarrapico. I suoi stabilimenti tipografici EdiPol di cassino hanno stampato libri ed opuscoli a sfondo revisionista sulla storia, le armi e le forze armate del fascismo (ed in particolare della Repubblica Sociale Italiana). Ciarrapico fondò una sua casa editrice, alla quale collaborarono dirigenti e intellettuali della destra, tra cui Marcello Veneziani, che fu direttore editoriale, e, negli anni settanta, il giornalista Guido Giannettini.

Sempre nel settore dell’editoria ha controllato numerosi quotidiani locali, tra i quali Ciociaria Oggi, Latina Oggi e Nuovo Oggi Molise (mentre, tra gli altri, si annoverano anche Nuovo Oggi Castelli, Nuovo Oggi Guidonia e Nuovo Oggi Viterbo), che fanno capo a due società editoriali: Nuovo Oggi srl, ed Editoriale Oggi srl.

Nel marzo 2010 la procura di Cassino chiede per Ciarrapico il rinvio a giudizio con l'accusa di "stalking a mezzo stampa" che sarebbe stato attuato dal senatore ed editore tramite il quotidiano di sua proprietà Nuovo Molise Oggi, con articoli e vignette, pubblicate quasi giornalmente e contenenti insulti, accuse e allusioni a sfondo sessuale rivolti alla giornalista Manuela Petescia, direttrice dell'emittente Telemolise e moglie di un altro senatore PdL, Ulisse Di Giacomo; con la giornalista avrebbe avuto in precedenza dei contrasti. Della vicenda, per l'unicità del reato ipotizzato, hanno mostrato interesse alcuni ricercatori dell'Università di Cambridge

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