Ugo D'Onofrio figura poliedrica del panorama culturale molisano: avvocato di professione, ma anche poeta e uomo di lettere profondamente legato alla sua terra. Originario di Capracotta, è vissuto a lungo ad Agnone, luogo che ha influenzato in modo significativo la sua sensibilità e la sua produzione poetica.
Ha dedicato gran parte dei suoi scritti alla valorizzazione dei paesaggi, delle tradizioni e dell’identità dell’Alto Molise, con uno sguardo attento e partecipe verso i piccoli centri e la loro memoria storica.
La poesia “Agnone anno d’un tempo” riflette pienamente questa visione. Ugo D'Onofrio costruisce un ritratto intenso e affettuoso di Agnone, trasformandola in un simbolo di autenticità.
L’immagine iniziale del paese come una nave tra le montagne è particolarmente suggestiva: evoca isolamento ma anche identità forte, quasi eroica. Il poeta alterna contemplazione e malinconia, sottolineando come il tempo e la modernità rischino di alterare la purezza originaria del luogo.
Molto significativa è la contrapposizione tra le “limpide campane” e i “moderni altoparlanti”: un passaggio che sintetizza il conflitto tra tradizione e progresso artificiale. Tuttavia, il messaggio non è pessimista: Agnone “resta eguale”, sincera e viva nella memoria.
Il finale è tra i più intensi: il gesto di “rubare” suoni e immagini per custodirli nei ricordi racconta un bisogno profondo di salvare ciò che il tempo può cancellare.
E' una poesia di appartenenza e resistenza culturale, dove la memoria diventa un atto d’amore verso la propria terra.

