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Le Trasciute di Enzo Delli Quadri: un patrimonio di fede e memoria

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Questa poesia è un delicato omaggio alle tradizioni religiose e popolari di un tempo. Con un tono nostalgico, Enzo Delli Quadri ricorda le trasciute come un momento di fede autentica, umiltà e condivisione, contrapponendo quei valori alla frenesia e alla distrazione della vita moderna. Il componimento invita a riflettere sull'importanza di custodire le proprie radici e la memoria della comunità.
 
 
Le trasciute

Ad Agosto, tutti al mare,

o sui monti a festeggiare.

Nessun più si reca in chiesa

le "trasciute" a ricordare.

Poverissima la chiesa,

la reggevan i Cappuccini; 
senza ori né grandezza,

solo incenso e tanta fede.

Ci si entrava e poi si usciva,

poi ancora si ritornava;

quella porta era una soglia

tra la terra ed il Signore.

In ginocchio sulla pietra
consumandola pian piano.

Il dolor non era pena, 

ma un'offerta, sì, serena.

Ogni passo aveva un senso. 

Il ritorno un suo valore. 

Lo insegnavano gli antichi,
 
e nessun lo dubitava.

Poi, davanti al Sacramento,
 
si fermavano devoti;
 
non il corpo si piegava, 

solo l'alma si donava.

S'imparava, lì, il perdono,
 
si espiavano le colpe;
 
al Signore si affidavano 

le speranze e le paure.

La gran parte del paese 

con fervor verso il futuro
 
e, con umile certezza,
 
 

ricercava la salvezza.

 
_______
Enzo C. Delli Quadri
Molisano di Agnone, già Manager di tante imprese, sempre legato al suo Paese, mai ha fatto mancare il suo apporto ad attività culturali, sportive, economiche, politiche. Sua la produzione, da autore ed editore, della Collana di 11 libri "Tesori dell'Altosannio".
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