Sisma in Molise, arriva il consiglio monotematico: Toma fa il punto sulla richiesta di emergenza

Fanelli: il governo centrale ci ha lasciati soli. Facciolla: si istituisca lo stato di emergenza regionale. Scuncio: si segua il modello Iorio del 2002

| di Viviana Pizzi
| Categoria: Attualità
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Quattro milioni di euro da ottenere dallo Stato centrale. E' quanto ha chiesto la Giunta regionale in una delibera inviata al Governo nazionale. Che dovrebbe discutere la richiesta non prima del 7 settembre. E' in sintesi quanto avverrà per il sisma del 16 agosto scorso di magnitudo di massimo 5.1 della scala Richter. Due milioni dovrebbero essere immediatamente esigibili. Il resto in una seconda tranche.

Lo ha annunciato oggi in consiglio regionale il presidente della Regione Donato Toma. Che in un intervento ha sintetizzato i punti salienti della delibera che invierà al Governo nazionale. In primis ha riassunto le attività di soccorso che sono state effettuate nell'immediato. Toma la sera della scossa del 16 agosto era a Termoli e ha potuto vedere che il primo settore ad essere stato penalizzato dalle scosse è stato proprio il turismo. In molti, come ha riferito il presidente, sono stati i turisti che sono scappati via dopo la scossa di terremoto più intensa.

Il capo della protezione civile Angelo Borrelli si è subito messo in contatto con la Regione Molise per informarli della gravità del sisma. In molti comuni, come ha riferito lo stesso Toma, hanno subito attivato un centro operartivo comunale per la valutazione dei danni. Il caso più eclatante è quello del comune di Agnone, molto lontano dall'epicentro di Montecilfone. La notte del sisma, grazie al lavoro della protezione civile, sono state subito disponibili tendopoli. Ora quelle attive sono 9 in tutto. 186 persone vivono nelle 69 tende presenti in attesa del termine delle verifiche. La zona di questo nuovo cratere sismico non era classificata sismicamente. Ora lo dovrà essere. Dal punto di vista della viabilità sono stati controllati i ponti con il sistema by bridge. Il Liscione, sottolinea ancora Toma, non prevede situazione critiche. Il presidente della Regione ha sottolineato anche il lavoro degli assessori Nicola Cavaliere e Vincenzo Niro, con deleghe nei settori interessati dall'emergenza. Tre le criticità già risolte dalla Regione. L'abbattimento dei serbatoi dell'acqua di Tavenna e Montecilfone che avverranno presto e la situazione del condominio Vernucci di Guglionesi che insisteva, già prima del sisma, in territorio poco sicuro. Toma ha assicurato che il Governo ci sarà avendo ottenuto le rassicurazioni del premier Giuseppe Conte

Tuttavia i consiglieri del Pd Vittorino Facciolla e Micaela Fanelli hanno avuto delle obiezioni da fare. Il primo ha sostenuto che ci fosse bisogno di uno stato di emergenza regionale per risolvere le necessità più urgenti. Mettendo in campo fondi propri che poi sarebbero rientrati con l'ottenimento dei fondi nazionali. La seconda, invece ha sottolineato la totale assenza in loco del Governo nazionale. "Nessuno - ha sottolineato Fanelli - ha pensato di trovare dieci minuti per venire qui. Hanno pensato a fare campagna sui 177 migranti della diciotti non pensando che qui in Molise c'erano 186 persone in difficoltà".

I due piddini hanno portato come esempio le situazioni delle alluvioni in Toscana. Le due leghiste Aida Romagnuolo e Mena Calenda hanno invece sottolineato che si auspicano la mancata esistenza di furbi della situazione che lucrino sul terremoto per allargare il cratere sismico a 136 comuni. Hanno comunque sostenuto che si fidano dell'azione che il Governo nazionale saprà mettere in campo. Antonio Tedeschi dei popolari per l'Italia ha plaudito insieme a Gianluca Cefaratti all'azione del Governo Toma nonostante sia stata smantellata la protezione civile durante la scorsa legislatura. 

Eleonora Scuncio del gruppo Iorio presidente ha risposto ai consiglieri del Pd Facciolla e Fanelli che non c'è nessun modello Toscana da seguire ma il modello Iorio del 2002. E per la viabilità ha rilanciato la proposta che fu cavallo di battaglia dell'ex presidente: l'autostrada. A favore del governo Toma anche la consigliera Paola Matteo che ha sottolineato l'importanza della prevenzione in queste situazioni. 

Prevenzione che secondo Valerio Fontana dei 5 stelle non è stata mai attuata. "A sedici anni dal sisma- ha sottolienato- la popolazione molisana non è ancora pronta a fronteggiare queste situazioni. Basti pensare che la porta antincendio qui è ben coperta quando non dovrebbe esserlo". 

Gli fa eco la collega Patrizia Manzo che aggiunge:  "Molisani grande popolo che ha risposto all'evento sismico con compostezza, grazie anche alla Protezione Civile.Ma bisogna iniziare a guardare il nostro territorio con occhi diversi per fare reale prevenzione e programmazione,partendo dalla conoscenza del territorio,dalla consapevolezza del rischio e dobbiamo sentirci tutti responsabili. Non girarci dall'altra parte quando si chiede l'anagrafe dell'edilizia scolastica che va completata". 

Interventi tutti condivisi dal capogruppo Andrea Greco anch'egli schierato contro l'allargamento del cratere sismico e soprattutto contro la scelta del Comune di Agnone di costituire il coc per il rilevamento dei danni. 

Per vedere tutti gli interventi video del consiglio regionale cliccare qui. 

Viviana Pizzi

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