Molise fanalino di coda in Italia per esiti post-ictus. È quanto emerge dalla Quarta Indagine nazionale sullo stato di attuazione delle Reti tempo-dipendenti, diffusa ieri, 22 ottobre 2025, dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). Il rapporto, basato su dati 2023, fotografa una realtà preoccupante: il Molise è la regione con la più alta mortalità d’Italia a 30 giorni dal ricovero per ictus ischemico, con un tasso del 14,97%, ben superiore alla media nazionale del 9,4% e oltre lo standard europeo del 10%.
Per l’ictus emorragico, la mortalità a 30 giorni è del 21,07%, valore che rientra nei limiti europei (soglia <30%) ma resta comunque più alto della media nazionale (18,32%). In entrambi i casi, Agenas sottolinea la necessità di un rafforzamento della rete tempo-dipendente e di una migliore integrazione tra ospedale e territorio.
Cure acute ancora carenti. Nel 2023, in Molise sono stati registrati 599 casi totali di ictus: 408 ischemici, 156 emorragici e 35 subaracnoidei. Solo il 5,53% dei pazienti colpiti da ictus ischemico ha ricevuto il trattamento di trombolisi, contro una media nazionale del 14,2% e un target europeo del 20%. Anche la mortalità in fase iperacuta, pur contenuta in Pronto soccorso (0,87% per l’ischemico e 2,67% per l’emorragico), aumenta nettamente nei 30 giorni successivi, segno di carenze nella presa in carico post-acuta e nella riabilitazione neurologica.
Rete e governance: quadro debole. L’indice di governance delle reti ictus elaborato da Agenas assegna al Molise un valore di 0,74, tra i più bassi in Italia. Il documento segnala inoltre la mancanza di un sistema di monitoraggio strutturato, l’assenza di finanziamenti dedicati, la scarsa comunicazione pubblica su punti di accesso e PDTA e l’assenza di programmi di formazione continua per gli operatori di rete.
Agenas invita le regioni con maggiori criticità , tra cui il Molise, a investire su telemedicina (telestroke), neuroriabilitazione e percorsi clinici integrati per migliorare la tempestività dei trattamenti e la sopravvivenza dei pazienti.
Va sottolineato che il report si riferisce ai dati del 2023, precedenti all’attivazione della nuova rete ictus regionale, istituita con il DCA n. 157 che integra il DCA 100. Il provvedimento ha definito la rete con l’hub al Cardarelli di Campobasso, gli spoke a Isernia e Termoli e, nelle more dell’attivazione della radiologia interventistica al Cardarelli che dovrà dotarsi di Stroke Unit di II livello, la collaborazione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, centro per la neuroradiologia interventistica, la consulenza specialistica in telemedicina e la neuroriabilitazione post-acuta.
Un sistema integrato che, secondo le intenzioni della struttura commissariale, punta a ridurre la mortalità a un mese, aumentare i trattamenti trombolitici e garantire una presa in carico completa del paziente.

