È stato definito da più parti un vero e proprio “evento raro”: una boccata d’ossigeno per la giustizia molisana e un segnale concreto di rinnovamento. Nella mattinata di giovedì 18 dicembre, il Palazzo di Giustizia di Campobasso ha ospitato la cerimonia di insediamento di tre nuovi magistrati, tutti giovanissimi e alla loro prima assegnazione, chiamati a rafforzare un organico da tempo in forte sofferenza.
Si tratta del Sostituto Procuratore Vittorio Guarriello e dei magistrati giudicanti Elisa Ferrazzoli e Luca Pio Orlando. L’ingresso dei tre neo-magistrati è stato accolto con entusiasmo dalle istituzioni locali, consapevoli del valore strategico di questo innesto per il funzionamento quotidiano di Procura e Tribunale.
Alla cerimonia erano presenti i vertici della giustizia molisana: il Presidente del Tribunale di Campobasso, Enrico Di Dedda, e il Procuratore Capo Nicola D’Angelo hanno fatto gli onori di casa, affiancati dal Presidente della Corte d’Appello Vincenzo Pupilella, dal Presidente dell’Ordine degli Avvocati Giuseppe De Rubertis e dai giudici Barbara Previati e Silvia Lubrano.
Un rinforzo decisivo per un organico in emergenza
Nel suo intervento, il Presidente Di Dedda ha sottolineato il significato concreto dell’arrivo dei tre magistrati: «Parliamo di nuova linfa per il sistema giudiziario regionale. Anche se giovani e provenienti da altre realtà, rappresentano una risorsa su cui potremo contare per i prossimi quattro o cinque anni». L’obiettivo è ambizioso ma necessario: accelerare i tempi dei procedimenti e ridurre l’arretrato, garantendo una giustizia più efficiente ed equa per i cittadini.
Ancora più diretto il quadro tracciato dal Procuratore Capo Nicola D’Angelo, che ha ricordato come negli ultimi anni la Procura di Campobasso abbia sofferto una scopertura di organico arrivata fino al 50%. «La Procura funziona come un pronto soccorso: se il personale è dimezzato, il servizio diventa difficile da sostenere», ha spiegato. L’arrivo di un nuovo sostituto procuratore, ha aggiunto, consente finalmente di respirare, alleggerendo turni e carichi di lavoro.
Il valore del dubbio e il senso del ruolo
Nel suo discorso, D’Angelo ha voluto richiamare anche i principi etici della funzione requirente, citando il compianto collega Rotili e il valore del dubbio: «Il dubbio è uno strumento essenziale di verifica. Il Pubblico Ministero non deve mai trasformarsi in un accusatore a tutti i costi, ma perseguire il giusto processo, anche quando questo conduce all’assoluzione».
I volti e le storie dei nuovi magistrati
Visibilmente emozionati, i tre neo-insediati hanno espresso gratitudine e senso di responsabilità per l’incarico ricevuto.
Vittorio Guarriello, originario di Teano, in provincia di Caserta, ha parlato di «grande onore» nel poter servire una sede giudiziaria come Campobasso. «Lavorerò con il massimo impegno, in sinergia con la Polizia Giudiziaria e in un confronto leale con l’Avvocatura, per garantire la migliore giustizia possibile ai cittadini», ha dichiarato.
Per il settore giudicante arriva Elisa Ferrazzoli, originaria di Sezze, in provincia di Latina, con formazione maturata presso la Corte d’Appello di Roma. Si occuperà di materia civile e farà parte del Tribunale del Riesame. «La giustizia è prima di tutto un servizio alla collettività», ha affermato, promettendo di svolgere il proprio ruolo «con disciplina e onore».
Accanto a lei, Luca Pio Orlando, originario di Benevento e formatosi a Napoli, ricoprirà l’incarico di giudice promiscuo e giudice delegato ai procedimenti fallimentari. «Siamo entusiasti di iniziare questa esperienza in Molise», ha detto, assicurando «dedizione, presenza costante e massimo impegno».
L’insediamento dei tre giovani magistrati segna così un passaggio importante per la giustizia molisana: un passo avanti concreto verso un sistema più efficiente, vicino ai cittadini e capace di affrontare con rinnovata energia le sfide dei prossimi anni.

