Il governo ha avviato una revisione dei criteri per il riconoscimento dei comuni montani, basata su altitudine e pendenze, che potrebbe escludere centinaia di piccoli comuni italiani dall’accesso a tutele e finanziamenti fondamentali. Tra questi c’è anche Lentella, piccolo borgo dell’Appennino che da sempre convive con isolamento, fragilità dei servizi e spopolamento.
«Dietro numeri e classificazioni ci sono persone in carne e ossa: famiglie, bambini, anziani, lavoratori e cittadini che ogni giorno tengono in vita i piccoli paesi dell’Appennino con sacrificio, ostinazione e amore per la propria terra – spiega Marco Mancini, sindaco di Lentella – La revisione dei criteri rischia di cancellare tutto questo con un tratto di penna. Per noi perdere lo status di comune montano significherebbe compromettere scuole, autonomie scolastiche e presidi educativi, rendendo ancora più fragile chi già vive in equilibrio precario».
Secondo il primo cittadino, la scelta di applicare parametri geometrici e altimetrici «ignora la realtà concreta dei territori. Qui non conta solo l’altitudine: contano le distanze, i tempi di percorrenza, le condizioni delle strade, la fragilità sociale ed economica, il fatto che ogni servizio mantenuto è il risultato di una lotta quotidiana».
La contraddizione emerge anche rispetto alle politiche regionali. «Da un lato la Regione Abruzzo ha incentivato la costituzione delle unioni montane, spingendo i comuni a collaborare e investire insieme nel futuro. Dall’altro, la nuova classificazione rischia di espellere proprio quei comuni che hanno creduto in quel percorso, generando uno spreco di risorse pubbliche e minando la credibilità delle istituzioni», aggiunge Mancini.
Il sindaco denuncia inoltre disparità evidenti e incomprensibili: comuni con caratteristiche simili vengono trattati in modo opposto, mentre altri vengono riclassificati come totalmente montani senza logica chiara. «È impossibile spiegare ai cittadini perché, dopo decenni, Lentella debba perdere diritti e opportunità per un criterio astratto deciso lontano dal territorio», conclude.
Per Mancini, la revisione dei criteri non è solo una questione burocratica, ma un vero e proprio rischio per la sopravvivenza dei piccoli borghi dell’Appennino, già fragili e minacciati dallo spopolamento. «Ogni decisione calata dall’alto deve considerare le persone e la vita concreta dei territori, altrimenti rischiamo di cancellare comunità vive con un tratto di penna», ammonisce il sindaco.

