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Da niscemi al Molise: la prevenzione tradita. L’accusa di Domenico Angelone presidente dell’ordine dei geologi Molise

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CAMPOBASSO, 12 FEBBRAIO 2026 – Un atto d’accusa netto quello lanciato dal presidente dell’Ordine dei Geologi della Regione Molise, Domenico Angelone, che denuncia una progressiva marginalizzazione della geologia nei processi decisionali nazionali.

Secondo Angelone, episodi recenti di dissesto – come quello registrato a Niscemi – non sono fatalità, ma il risultato di scelte normative e amministrative che nel tempo hanno indebolito il ruolo della conoscenza del sottosuolo nella pianificazione e nella progettazione delle opere.

«La geologia viene svuotata, le responsabilità si perdono lungo la filiera amministrativa. E quando il territorio presenta il conto, a pagare sono i cittadini», afferma.

Nel mirino finiscono le Norme Tecniche per le Costruzioni e il Codice dei Contratti, che – secondo il presidente – avrebbero progressivamente arretrato la componente geologica fino a escluderla dalla fase esecutiva della progettazione. Una frammentazione delle competenze che, sostiene, aumenta i rischi e riduce la qualità delle opere.

Angelone richiama anche la sproporzione nella rappresentanza tecnica all’interno di organismi come il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, dove la presenza dei geologi sarebbe residuale rispetto ad altre figure professionali.

Tra i casi citati, quello della galleria ferroviaria di Campobasso, nell’ambito dell’intervento di Rete Ferroviaria Italiana per l’abbassamento del piano del ferro e l’elettrificazione della linea. «Un’opera complessa in un contesto geologico delicato – sottolinea – affrontata con studi e compensi che comprimono la qualità tecnica».

Lo sguardo è ora rivolto alla revisione delle Norme Tecniche e alla riforma della legge 380/2001. «Non è un passaggio formale – conclude – ma una scelta politica chiara: decidere se la sicurezza dei territori deve fondarsi sulla conoscenza scientifica o continuare a essere sacrificata. La natura non negozia».

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